"Carenze gestionali dell’ASL5, 2^ puntata: dopo l’ospedale, il territorio" In evidenza

L'intervento del Manifesto per la Sanità Locale. 

Mercoledì, 27 Maggio 2020 10:46

Da 20 giorni sono pubbliche le linee guida di A.Li.Sa. sulla gestione della c.d. Fase 2 dell’emergenza Covid ed ancora nella nostra ASL non c’è un Piano per la ripresa delle attività “normali”, sia ospedaliere che territoriali. Ad Imperia il piano per la fase 2 è stato attivato da 10 giorni ed e’ pubblico in estratto sul sito internet.
Da noi vige ancora la regola del silenzio ... imposto anche ai dipendenti ...
Dopo aver lasciato gli operatori ospedalieri allo sbando, senza una regia e senza alcun coinvolgimento diretto nelle scelte, la nostra ASL non lascia miglior sorte ai medici di medicina generale.

In maniera convinta appoggiamo quindi le richieste della FIMMG e dello SNAMI – anche perché, fin dal 27 aprile, noi del Manifesto, chiedevamo un necessario coinvolgimento dei medici di medicina generale in una proposta di Piano per la fase 2.
E diciamolo subito. FIMMG e SNAMI sono stati corretti e pacati nelle loro legittime rivendicazioni. Non lo saremo altrettanto.

La nostra ASL – già prima dell’emergenza – pativa l’assenza di un nuovo ospedale, di minori risorse in termini di posti letto e personale e di un sistematico smembramento della medicina territoriale.
L’emergenza Covid ha dato il colpo di grazia.
Come in fase 1 si e’ attivato in ritardo il pre triage in ospedale (favorendo l’ingresso del virus), non si è proceduto alla separazione dei due presidi ospedalieri in covid e no covid (favorendo il diffondersi del virus), così ora la nostra ASL non ha ancora un’idea precisa su come recuperare tutte le prestazioni sospese nel periodo di emergenza. E sono migliaia: dagli esami, alle visite ambulatoriali e agli interventi programmabili non d’urgenza.
La nostra ASL non ha neppure chiaro come procedere alle prenotazioni di detti esami e si affida senza un Piano preciso, ancora una volta, agli operatori sanitari, in questo caso ai medici di medicina generale. Come nella fase 1 dell’emergenza, siamo stati salvati dall’enorme e difficile lavoro di medici ed infermieri, così ora dovremo ancora sperare solo sull’abnegazione dei professionisti del territorio (già provati dagli effetti dell’epidemia sui loro pazienti e dall’essere stati lasciati senza alcun presidio di sicurezza).

E il paradosso e’ che la dirigenza della nostra ASL – pur delegando ai suoi professionisti attività organizzative che competerebbero agli strapagati dirigenti – neppure trova un momento di dialogo e concertazione sulla programmazione con medici e infermieri, lasciandoli in balìa di burocratiche circolari, a volte oggetto di smentita da parte dello stesso Commissario Straordinario (come avvenuto per la circolare sulle ferie del personale ospedaliero).

E’ ora di dire basta !
Non possiamo pensare di poter affrontare la ripresa delle attività – ed una eventuale e non auspicabile ripresa dell’epidemia in autunno – con questa dirigenza. La Regione deve revocare gli incarichi ai 4 direttori dell’ASL.
Né possiamo pensare che, con questa dirigenza, si riesca a riprogrammare una efficiente e robusta rete di assistenza territoriale, che possa tutelare la salute dei cittadini in questo periodo e per il futuro ed anche in caso di nuove epidemie.
Abbiamo avuto esperienza diretta di quanto sia importante la rete dei servizi territoriali, anche per le emergenze. Vogliamo sapere quali piani abbiano la Regione e l’ASL 5 per la gestione dei quasi 1,5 miliardi di euro messi a disposizione delle Regioni dallo Stato per la medicina territoriale. Potranno essere forse pochi, ma vogliamo sapere dove e come quei NOSTRI soldi saranno investiti nella nostra Provincia.

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