Comunicare l’amore di Dio ai tempi del Covid-19 In evidenza

di Cecilia Castellini- Anche a Levanto e Bonassola nuove iniziative dei parroci per stare vicino alla gente.

Sabato, 11 Aprile 2020 12:56

 

In questo momento delicato, tutti i sacerdoti dal nord al sud d’Italia si sono dovuti adeguare ai decreti governativi, sospendendo tutte le cerimonie religiose. Questo è il paradosso nel quale sono costrette a convivere le parrocchie delle diocesi italiane, dove la prossimità diventa irresponsabilità e il bene verso la propria comunità si dimostra tenendola lontana fisicamente. L’esigenza di parroci e i preti, consapevoli della propria missione, è quella di cercare nuove forme di comunicazione, tramite i mezzi digitali, per continuare a far passare l’amore di Dio.

Don Alessio Batti, viceparroco di Nostra Signora della Guardia e San Siro a Montale ha spiegato, sulle frequenze di RLV La Radio A Colori, com’è nata l’idea di celebrare in streaming la messa.

“Per noi sacerdoti - ha esordito il viceparroco - è una bella sfida riuscire a far sentire ai nostri parrocchiani una presenza, che non può essere fisica, viste le norme alle quali ci dobbiamo attenere. L’idea non è stata mia, non voglio prendermi i meriti che non ho. Alcuni collaboratori della parrocchia hanno pensato di utilizzare alcuni mezzi di comunicazione, che la tecnologia mette a nostra disposizione. Così è nata l’idea di celebrare la Santa Messa in diretta Facebook, Instagram e You Tube, anche per far capire ai fedeli che il sacerdote prega per loro ma allo stesso tempo è importante che preghi insieme a loro. La tecnologia ci permette questo e quando se ne fa un buon uso è davvero un dono di Dio, quindi bene venga”.

“Per partecipare basta aggiungersi agli amici di Pieve San Siro Montale su Facebook o Instagram oppure, per chi non ha social ma dispone di un computer o smartphone, seguire il canale You Tube. La Messa viene trasmessa il sabato sera e quando ci sono importanti solennità come è stato fatto per San Giuseppe e l’Annunciazione. La Domenica di Pasqua la Santa Messa verrà trasmessa alle ore undici.”

Questa iniziativa sembra essere stata accolta molto bene dalla comunità, visto il grande seguito che ne è scaturito. A questo proposito il Don ha detto: “C’è una bella partecipazione, dai commenti che vengono lasciati, direi una partecipazione entusiasta. Sono molto soddisfatto di questo ma sopratutto mi sembra che lo siano i parrocchiani”.

La situazione che tutti stiamo vivendo forse potrebbe abituarci sempre più a una celebrazione streaming delle messe, tenendo in considerazione anche la carenza di sacerdoti e le vocazioni che iniziano a vacillare.

“Uscendo da questo momento e parlando di condizioni di normalità c’è da dire che alla messa bisogna partecipare fisicamente - ha spiegato il viceparroco levantese - però, certamente, per tutte quelle persone che sono anziane o malate e non hanno la possibilità di uscire di casa, ben vengano questi mezzi. Poi il Signore vede e capisce quando c’è un’oggettiva impossibilità a muoversi. Speriamo di avere al più presto la Chiesa piena di fedeli perché vorrà dire che tutto questo ce lo saremo lasciati alle spalle”.

Il sabato mattina alle ore 8.45 è inoltre possibile ascoltare Don Alessio Batti su RLV La Radio A Colori nella rubrica “Voce del verbo” dove il viceparroco parla dei verbi della nostra vita e di come si traducono in azioni concrete per il bene comune.

Don Giulio Mignani, parroco di Bonassola ha raccontato invece dell’iniziativa nata insieme al musicista bonassolese di adozione, Johannes Faber.

“Suoniamo le campane- ha detto il parroco- ma non lo facciamo per fare festa perché come sappiamo la situazione è davvero drammatica. Lo spirito dell’iniziativa è un altro, il suono delle campane vuole essere un modo per sentirci tutti uniti nella comune lotta contro il corona virus, vicini a coloro che sono in prima linea e tra noi paesani, che siamo nelle retrovie. Lo facciamo la domenica alle undici, orario in cui, in situazioni di normalità, ci sarebbe stata la Santa Messa. Questa iniziativa non vuole avere un valore religioso o confessionale ma umano”.

“L’iniziativa è merito di Johannes - ha proseguito - io l’ho accolta e gli ho suggerito il momento nel quale farla. E’ un grande musicista, è molto legato a Bonassola e il suono delle campane rappresenta per lui questo legame. Noi ci siamo conosciuti dieci anni fa quando sono arrivato a Bonassola e la nostra conoscenza è iniziata proprio in virtù delle campane, quando Johannes venne a chiedermi se poteva registrarne il suono per potergli dedicare una canzone. L’anno scorso abbiamo ripristinato l’impianto per il suono manuale e lui è diventato il nostro campanaro. Da qui all’idea di suonarle per questo periodo di emergenza il passo è stato breve.

“Credo che ciascuno di noi debba fare bene la propria parte, dare il proprio contributo comportandosi in modo responsabile,facendo quanto indicato dalle autorità.” Ha concluso Mignani.

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