"Sindacati e politici fanno sciacallaggio, ora vogliono stabilizzare i 158 Oss per l'emergenza coronavirus" In evidenza

La lettera di uno dei 450 "Oss dimenticati", che vorrebbero il regolare svolgimento del concorso pubblico per cercare di entrare in Asl.

Martedì, 24 Marzo 2020 09:45

"In questo momento medici, infermieri, OSS e tutto il personale sanitario sono chiamati ad uno sforzo disumano per fronteggiare in prima linea questa emergenza consapevoli di dover svolgere il proprio lavoro con dedizione, professionalità e senso del dovere.

Sono decine di migliaia gli OSS che oggi scendono in trincea mettendo a serio rischio la loro salute e quella delle loro famiglie.

Nessun comparto OSS di altre ASL italiane ha avanzato richieste per ottenere agevolazioni economiche o contrattuali ma La Spezia riesce sempre a distinguersi per incompetenza e sfrontatezza.

Mentre tutti chiedono a gran voce dispositivi per lavorare in sicurezza che andrebbero a beneficio di tutti gli operatori, le sigle sindacali locali ed alcuni politici chiedono un riconoscimento per i 158 Operatori Socio Sanitari di Coopservice.

Sono mesi che i sindacati ed una certa politica vogliono traghettare 158 dipendenti da una cooperativa privata ad una Pubblica Amministrazione eludendo di fatto il tanto atteso concorso pubblico, comprensivo di mobilità, indetto da questa Amministazione Regionale.

Prima hanno cercato di inserire requisiti specifici che solo le 158 dipendenti private potevano presentare ma non essendo legale farlo sono passati al tentativo di costituire un'azienda in house ottenendo anche in questo caso un nulla di fatto in quanto sia la Corte dei Conti di Genova che il Governo centrale hanno dato parere negativo.

Oggi arriva l'ennesimo tentativo di elusione dell'iter concorsuale, vorrebbero reinternalizzare in forma diretta i 158 dipendenti privati con la motivazione di merito lavorativo durante l'emergenza Covid-19. Basta!

Non è possibile tollerare un offensivo atto di sciacallaggio come questo, un atteggiamento simile inquina la dedizione con la quale noi OSS svolgiamo la nostra professione.

La Sanità non è una missione che ha bisogno di martiri. La Sanità è uno strumento che deve garantire la salute.

Chi vi lavora non è un eroe, un martire o un missionario: è un lavoratore che ha competenze in quel settore e ha diritto ad ogni tutela prevista dalla legge.

Non resteremo inerti ad assistere a questi continui tentativi che sviliscono la nostra Sanità locale".

Uno dei 450 Oss dimenticati

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