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La Polizia di Stato arresta il terzo componente della "baby-gang di Piazza Verdi" In evidenza

Protagonista della innumerevoli incursioni notturne a danno di esercizi commerciali, negozi, bar e ristoranti.

Nella prima mattina di ieri, martedì 10 Marzo, personale della Squadra Mobile della Questura della Spezia traeva in arresto un cittadino marocchino minorenne, in esecuzione dell’ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale per i Minorenni di Genova.

La misura restrittiva è stata adottata nell’ambito del procedimento penale scaturito dalla commissione di numerosi furti aggravati e continuati, con la tecnica della “spaccata”, in concorso con altri, e riconducibili all’ormai famigerata “Baby-Gang” di Piazza Verdi.

I componenti di questa banda, attiva dalla decorsa estate, composta da soggetti giovanissimi, sia italiani che stranieri, hanno imperversato con innumerevoli incursioni notturne a danno di esercizi commerciali, negozi, bar e ristoranti, culminati con furti e danneggiamenti intensificatisi da Dicembre 2019 a Gennaio 2020.

Il provvedimento eseguito dagli investigatori della Squadra Mobile ieri mattina completa di fatto la “terna costituita oltre che dall’arrestato, dai due componenti di spicco della citata Gang, un dominicano ed un moldavo appena maggiorenni, tuttora in carcere, risultati essere assolutamente inclini in maniera sistematica alla commissione di reati, senza alcun tipo di scrupolo.
La relativa indagine, ormai risalente a molti mesi fa, ha impegnato costantemente gli uomini della Squadra Mobile della Questura della Spezia senza soluzione di continuità.
Al sedicenne arrestato in data odierna, in particolare, viene contestata la partecipazione, all’inizio ed alla metà del mese di gennaio 2020, a furti commessi in danno di quattro ristoranti del centro cittadino (il “Sole d’Oro”, “Antica Trattoria Sevieri”, “Officina dei Sapori”, Pizzeria “Mimì e Cocò”). L’irruzione nei citati locali avveniva sempre con numerosi danni alle strutture, causati da calci alle porte e spaccate dei cristalli. All’interno, normalmente venivano sottratti il fondo cassa, a volte di molto inferiore rispetto all’entità dei danni originati, ma in altre occasioni, invece, costituito da cifre anche elevate, cui si aggiungeva il valore dei beni sottratti dal locale, di solito bottiglie di vino o liquori.

L’attività investigativa, a completamento del quadro indiziario raccolto, ha consentito altresì di acquisire delle impronte, lasciate su una delle varie scene del crimine, e che sono state attribuite dal locale Gabinetto di Polizia Scientifica proprio all’odierno arrestato.
Il ragazzo è stato associato all’Istituto di Pena per Minorenni “Ferrante Aporti” di Torino.

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