Il Biodigestore di Saliceti diventa caso europeo: arriva una petizione a Bruxelles In evidenza

di Alessio Boi - L'impianto anaerobico viene portato all'attenzione della Commissione Petizioni Europea. Iniziativa promossa dai Comuni di Santo Stefano, Vezzano e dalle associazioni.

Sabato, 11 Gennaio 2020 16:43

La Commissione Petizioni dell'Unione Europea ha già risposto: analizzerà il caso del Biodigestore aprendo un'inchiesta, chiederà spiegazioni sulle modalità in cui è stata predisposta la costruzione dell'impianto anaerobico alla Regione Liguria, coinvolgerà i promotori anche a Bruxelles per avere delle spiegazioni in più, se necessario, e, nel caso in cui emerga l'effettiva violazione di leggi ambientali, si aprirà una fase di precontenzioso.

Aprire delle cause o ricevere delle multe è l'ultima cosa che vorrebbero i promotori della petizione al Parlamento Europeo, nella quale si chiede all'organo di approfondire e riaprire il progetto per apportare delle modifiche, confrontare siti e tecnologie diverse.

"È l'ultimo tentativo che vogliamo fare per permettere alla Regione di fare un passo indietro, ed è questo il nostro obiettivo - ha spiegato il giurista ambientale Marco Grondacci alla conferenza stampa di questa mattina alla Ex Ceramica Vaccari di Santo Stefano Magra - Aprire dei contenziosi o una multa alla Regione vorrebbe dire costi che paghiamo noi cittadini".

Insomma le intenzioni di chi ha sottoscritto la petizione arrivata sulle scrivanie di Bruxelles sono molto chiare: il Comitato No Biodigestore, Comitato Sarzana che Botta!, Comitato Acqua Bene Comune, Legambiente, Italia Nostra, La Spezia Cinque Terre, il sindaco di Santo Stefano Paola Sisti, il primo cittadino di Vezzano Ligure Massimo Bertoni e il vicesindaco Simone Regoli e Cittadinanza Attiva vogliono provare a rivedere i progetti del Biodigestore coinvolgendo la Commissione Europea Petizioni, la quale, in caso di violazioni, potrebbe costringere a un passo indietro la giunta Toti senza aprire contenziosi o comminare multe.

Grondacci prosegue: "Si tratta di un progetto che termina a Santo Stefano, che mette a rischio i nostri acquedotti e l'idea di tutti è quella di contrastarlo. La commissione ha già risposto dicendo che i contenuti sono di competenza dell'Unione Europea: è stato aperto un fascicolo, dunque è iniziata un'inchiesta".

Ma quali potrebbero essere le norme non rispettate nell'impianto di Saliceti? Secondo il giurista ambientale Marco Grondacci "la prima è la violazione del principio sulla Valutazione Ambientale Strategica (VAS), la Regione non ha fatto la variante sullo spostamento da Boscalino a Saliceti; la seconda è il mancato rispetto del principio di prossimità: ovvero quello per cui i rifiuti devono essere smaltiti il più vicino possibile; la terza è la partecipazione di cittadini ed enti locali: non solo è stato spostato il sito senza la variante e la valutazione sulla sostenibilità dal punto di vista ambientale, ma è stato impedito ai cittadini di dire la loro".

Adesso sarà la commissione a valutare se ci siano violazioni o meno, anche chiedendo materiale in più sia ai promotori che alla Regione Liguria.

Anche Paola Sisti, sindaco di Santo Stefano, si esprime: "È un ulteriore passo in questa forma di lotta - poi spiega di che tipo di petizione si tratta - Questo genere non prevede una raccolta firme, ma ce ne sono oltre 4000 raccolte dai cittadini su questo tema - e conclude - Questo strumento dimostra la volontà dell'Europa di stare vicino e aiutare i cittadini".

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