Truffa del finto tecnico e non solo, diversi casi in provincia In evidenza

Qualche utile consiglio della Polizia.

Mercoledì, 13 Novembre 2019 17:18

Una Volante della Polizia è intervenuta, nella tarda mattinata di ieri, in un appartamento di Via Vittorio Veneto per una truffa subita da una donna.

L’anziana vittima riferiva che, nel rientrare dalle compere presso un supermercato del centro, veniva fermata davanti al portone di casa da un uomo sui 40 anni, verosimilmente italiano, alto circa mt.1,70, capelli neri, magro, vestito di scuro, che si presentava quale tecnico incaricato dall’amministratore condominiale per la messa in sicurezza degli appartamenti. In partico1are asseriva che nei termosifoni era stato immesso del gas per cui gli oggetti in oro ed il denaro contante dovevano essere messi in frigorifero per evitarne il deterioramento.

Con questo stratagemma il malvivente si impossessava di denaro contante e di vari monili in oro.
Sono in corso attive indagini volte ad identificare l’autore del reato nonché gli autori di recenti fatti analoghi, registrati sia nel capoluogo che in provincia, truffe tanto più esecrabili poichè perpetrate da persone senza scrupoli, che carpiscono la buona fede di vittime particolarmente vulnerabili, anziani o malati, mentre sono in casa o per strada, facendo leva sui buoni sentimenti delle stesse.

Non potendosi escludere che tali fatti si possano ripetere, si ricordano alla cittadinanza i modus operandi più frequenti di detti truffatori:

 

La truffa del “falso incidente di un famigliare”
Una persona telefona, dicendo che un parente prossimo è stato vittima di un incidente stradale e che, di lì a poco, un avvocato si recherà a casa del destinatario della telefonata a ritirare una somma di denaro per affrontare le spese legali da sostenere. Di solito il chiamante si presenta come un appartenente alle Forze dell’Ordine, dicendo che il famigliare che ha causato l’incidente sarà trattenuto sino al pagamento di quanto richiesto. Subito dopo si presente all’abitazione un complice che sollecita la consegna del denaro o, in subordine, di monili in oro e gioielli.

La truffa «delle banconote»
I truffatori entrano in azione quando l’anziano va all’ufficio postale o in banca a ritirare del denaro o la pensione. Intercettato, appena esce o giunto a casa, i truffatori si presentano accreditandosi come dipendenti dell’agenzia incaricati di controllare il numero di serie delle banconote appena prelevate, oppure fingendosi Poliziotti o Carabinieri che indagano su banconote false. Il falso dipendente/operatore della forze di polizia finge di controllare i numeri di serie in cerca di un errore inesistente e, abilmente, scambia le banconote vere con quelle false. Spesso chi si presenta alla porta indossa abiti scuri che possono essere equivocati con divise delle forze di polizia ed esibisce falsi tesserini.

Truffa dell’oggetto caduto sul terrazzo
Solitamente è una donna che bussa o suona alla porta di casa chiedendo gentilmente di recuperare il ciucciotto o un giocattolo del figlio caduto dal piano di sopra, proprio nel balcone della vittima. Mentre la vittima va a controllare al balcone, accompagnata dalla truffatrice, una complice resta defilata e, approfittando della porta lasciata socchiusa, si intrufola nelle stanze cercando soldi e gioielli in vista da poter rubare velocemente. Il ciucciotto/giocattolo ovviamente non si trova e la donna esce di casa scusandosi. Le due fuggono dallo stabile e la vittima solo più tardi si accorge di essere stata derubata.

In tutti i casi, è importante che vengano messe in atto delle cautele di base:
in primis non aprire la porta ad estranei anche se muniti di tesserino e non fare entrare sconosciuti in casa. Qualora si venga abbordati per strada da estranei, artatamente gentili che si prestano per accompagnarci a casa o in banca per effettuare prelievi, è importante richiamare l’attenzione di passanti o negozianti e chiedere un immediato soccorso.
In caso di dubbio circa persone che si presentino all’uscio di casa, chiedere prima consiglio a un famigliare e/o chiamare il NUE 112, spiegando quello che sta succedendo, con calma e indicando l’esatta ubicazione dell’appartamento. Anche i vicini di casa o i conoscenti di persone anziane o sole, qualora vengano a conoscenza di tentativi di raggiri, possono aiutare concretamente le vittime, informando subito la Polizia di Stato.
L’immediata segnalazione al NUE di persone sospette aiuta la forze dell’ordine a intervenire tempestivamente, evitare che la truffa venga consumata e, spesso, fermare gli autori, di solito pregiudicati che arrivano da altre provincie.
Si rammenta in ultimo che le varie aziende di distribuzione di luce, gas ed acqua non inviano i propri dipendenti direttamente a casa degli utenti senza averli avvisati preventivamente a mezzo comunicazione scritta.

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