"La sanità ligure preoccupa anche la Corte dei Conti" In evidenza

Le osservazioni del Manifesto per la sanità locale.

Lunedì, 05 Agosto 2019 18:49

 

“ ..la Procura non può che rilevare che la Liguria eroga un servizio sanitario a costi elevati e con un livello di qualità medio-bassa.. “
Questa la sintesi della Requisitoria del Procuratore Regionale in merito al giudizio di parifica del bilancio regionale 2018 nel settore sanitario (nei prossimi giorni sarà pubblicato l’esito del giudizio da parte della Corte e la relazione allegata).

Preoccupanti i dati a sostegno di tale affermazione.
Il risultato di esercizio chiude con una perdita di 56 mln di euro (di poco inferiore a quella del 2017 per 63,5 mln), ma con la precisazione di una perdita “cumulata” – nel periodo 2009-2018 - di oltre 925 mln; perdita su cui ha sicuramente influito la scelta della cartolarizzazione degli immobili per sanare (ma dove?) i bilanci 2011. Anche su tale aspetto il giudizio del Procuratore e’ chiaro : “ ...la Procura rileva che la copertura del disavanzo sanitario per l'anno 2011 ha generato una spesa aggiuntiva per la collettività ligure pari al 60% del valore del disavanzo stesso (41.025.221,84 mln di deprezzamento degli immobili, 2015/2016 e i 24.989.617,21 mln – questi ultimi per interessi e commissioni pagati all’Istituto finanziatore CaRiGe, ndr -).

A questo dato, già di per sé fortemente negativo, occorre associarne altri assolutamente preoccupanti evidenziati dalla Procura:
1) il saldo negativo della mobilità extra-regionale 2018 per euro 53.588.466 (in netto peggioramento rispetto al saldo del 2017 per euro 34.700.000).
2) i cittadini concorrono al finanziamento della spesa sanitaria attraverso la compartecipazione ai costi delle prestazioni sanitarie - ticket - e la Regione Liguria si pone, a tal riguardo, con una compartecipazione superiore - 56,8% - alla media nazionale pro capite - 47,8% -
3) la Liguria, peraltro, presenta tutta una serie di valori/indici che la pongono agli ultimi posti delle Regioni del Nord: per il saldo della mobilità extra-regionale è al quart'ultimo posto tra le Regioni a statuto ordinario; e’ una delle poche Regioni a statuto ordinario a non avere un ente del Servizio Sanitario in utile; per quanto concerne i punteggi regionali in merito al raggiungimento dei LEA (livelli essenziali di assistenza), la Liguria è all'ultimo posto delle Regioni del Nord; si sforano i tetti della spesa farmaceutica (media nazionale del 14,85%) con una spesa pari al 16,2%; il mancato rispetto dei tempi di pagamento da parte di alcuni Enti del servizio regionale con notevole incremento dei correlati interessi passivi - passati da euro 347.000,00 del 2017 ad euro 987.000,00.

Altra criticità, ad avviso della Procura, è quella inerente ad A.Li.Sa., ente strumentale della Regione.
“.. Forti ritardi, ad avviso della Sezione, si sono verificati anche nella acquisizione dei beni, dei servizi e delle forniture per conto degli enti del Servizio Sanitario Regionale, tanto è vero che, gli stessi, hanno dovuto procedere autonomamente, in via d'urgenza...
Altrettanto poco confortanti sono i risultati in merito allo svolgimento della funzione connessa alla definizione del sistema degli obiettivi e dei risultati delle aziende sanitarie e degli altri enti del Servizio Sanitario Regionale, fermi ancora al 2017 per quanto concerne la verifica degli obiettivi assegnati ai Direttori Generali... “

Altro oggetto di analisi è la distribuzione dei farmaci “per conto” da parte delle farmacie private. Si tratta della possibilità di erogare certi tipi di farmaci, invece che direttamente tramite la farmacie ospedaliere pubbliche delle AASSLL, fruendo del servizio – appunto esercitato “per conto” dell’ASL – presso una farmacia privata convenzionata, che ovviamente viene remunerata (questo accordo e’ costato nel 2018, solo per l’ASL 5, 350.000 euro in più – pag. 68 all.2.3 delib.354/19 ASL 5).
La Regione Liguria – con un accordo del 2017, operativo dal 2018 – ha previsto di remunerare, per la distribuzione “per conto”, le farmacie urbane (ed alcune farmacie rurali), con euro 3,99 a confezione (oltre IVA) e, per le altre farmacie rurali, con euro 4,49 a confezione (oltre IVA).
La Procura della Corte dei Conti, oltre ad evidenziare che inopportunamente non e’ stata effettuata una valutazione dei costi/benefici PRIMA di intraprendere l’accordo con i farmacisti, critica il sistema di valutazione effettuato ex post da A.Li.Sa. (sempre lei...).

In particolare, il Procuratore evidenzia :
“.. la Regione ha tentato di porre rimedio commissionando uno studio successivo alle scelte, ormai intraprese, avente per oggetto "Analisi socio-economica della distribuzione dei farmaci in Liguria", (febbraio 2019)...
Tuttavia, la lettura del documento in argomento, evidenzia significativi limiti, che rendono i risultati dello studio inattendibili. Tra le molteplici criticità rilevate dalla Procura, quella che desta più delle altre forti perplessità, tanto da minare la credibilità dell'intero studio, è quella di aver posto a base della rilevazione dei costi per la distribuzione diretta n.2 ASL su n.5 totali presenti nella Regione, escludendo dal campione di studio le n.3 AA.SS.LL. che, in passato, hanno realizzato i maggiori volumi di distribuzione diretta, compresa l'ASL n.1 Imperiese, che costituiva la vera eccellenza in questo tipo di distribuzione dei farmaci. (L'ASL 1 Imperiese non aveva mai fatto ricorso alla distribuzione per conto, avendo avuto cura di organizzare una peculiare modalità di distribuzione diretta dei farmaci che aveva, peraltro, garantito una capillarità della distribuzione, e che aveva consentito all'Azienda stessa di conseguire significativi riconoscimenti a livello nazionale ed europeo)...”.

Per conto nostro osserviamo che questi dati sono una precisa conferma degli attuali indirizzi regionali che stiamo denunziando da tempo:
1) depotenziare il servizio pubblico (scarso personale, scarsi posti letto, scarsa organizzazione), depotenziamento dimostrato dall’aumento delle fughe, non solo dei pazienti ma anche degli specialisti;
2) passare al privato risorse e privare il pubblico di investimenti (la gestione della distribuzione dei farmaci “per conto” e’ solo l’ennesima dimostrazione, dopo le intenzioni – poi seguite dai fatti (vedi ospedali del ponente ligure) - manifestate dal Presidente della Regione di privatizzare il 15% dei posti letto della Liguria);
3) gestire il servizio sanitario in maniera accentrata, tramite A.Li.Sa., senza garantire la dovuta partecipazione delle Istituzioni territoriali e dei cittadini e peraltro senza neppure raggiungere gli sbandierati indici di efficienza e con costi, come al solito, a carico del cittadino


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