Biodigestore, i legali del Comune di Santo Stefano rispondono alla Regione In evidenza

La nota di Piera Sommovigo e Marco Grondacci.

Giovedì, 18 Luglio 2019 18:00

"In qualità di legali e consulenti del Comune di Santo Stefano Magra, in relazione al Comunicato della Giunta Regionale Ligure relativo alla audizione dei Sindaci dei tre Comuni interessati dal progetto di biodigestore nella giornata di ieri in IV Commissione del Consiglio Regionale, riteniamo precisare quanto segue.

La tesi di fondo del comunicato della Regione Liguria è che il sito di Saliceti, per la realizzazione del progetto di biodigestore, risulterebbe presente nei Piani Provinciale di Area e di Ambito Regionale.

Ciò non corrisponde al vero, sia sufficiente una lettura del testo della delibera di Consiglio provinciale del 6 agosto 2018 come del Piano stesso e del Piano di Ambito Regionale.

Non è neppure vero, come invece sostiene la Regione, che il progetto di biodigestore presentato da Recos nel sito di Saliceti sia semplicemente uno sviluppo del Piano Regionale del 2015.

Infatti quel Piano dava indirizzi precisi su come gestire i rifiuti organici e quindi sulle dimensioni dei biodigestori, in particolare citando le pagine di riferimento del Piano del 2015:
1. I biodigestori potranno avere taglie sui 20-30000 ton/anno (pagina 269)
2. Il biodigestore spezzino in particolare dovrà avere questa taglia (pagina 310)
3. I biodigestori dovranno chiudere il ciclo per i rifiuti organici su bacini provinciali (pagina 288)
4. I biodigestori dovranno avere una taglia parametrata al fabbisogno provinciale (pagina 262)
5. I biodigestori delle taglie sopra ipotizzate hanno sostenibilità economica e salendo non vengono migliorate le economie di scala (pagina 280)
6. È auspicabile individuare siti per i biodigestori vicino a discariche e/o impianto di depurazione acque reflue, non altri impianti di trattamento parte secca dei rifiuti come quello esistente attualmente a Saliceti (pagina 270)
7. Sono previsti in tutto e al massimo 4 biodigestori (uno per Provincia – pagina 289) mentre attualmente la situazione vede tra uno esistente e gli altri in autorizzazione o inseriti nel Piano di Ambito Regionale ben 6 biodigestori con taglie che potrebbero raggiungere una capacità di trattamento ben superiore alle esigenze della Regione Liguria che sono di 180.000 tonnellate/anno di rifiuti organici prodotti!

È indiscutibile che il progetto di biodigestore sia per il sito scelto (Saliceti non previsto dal Piano Provinciale e di Ambito Regionale) che per le dimensioni (60.000 ton/anno) non corrisponde a quanto previsto dal Piano regionale del 2015.

Quindi queste modifiche hanno carattere sostanziale e riguardando strumenti di pianificazione sia regionale (Piano Regionale del 2015 e Piano di Ambito Regionale 2018) che di livello provinciale (Piano di Area del 2018) e avrebbero richiesto una variante quanto meno al Piano di Ambito Regionale sottoponendo la stessa ad una procedura di Valutazione Ambientale Strategica (di seguito VAS).

Quanto al fatto che il sito di Saliceti sarebbe previsto dal Piano Provinciale del 2003, rileviamo quanto segue:
1. quel Piano e i siti ivi individuati non ha avuto una VAS;
2. quanto affermato a pagina 278 del Piano di Area spezzino del 2018, per cui i criteri di individuazione dei siti del 2003 sarebbe stati confermati nel 2017 (nota regionale del 18/9/2017), non dimostra nulla in quanto il confronto su quei criteri in detto Piano di Area è stato fatto solo con riferimento al sito di Boscalino ma non a quello di Saliceti. Quindi questo nuovo confronto può essere fatto solo all’interno di una variante di Piano come sopra prospettato.
Sul punto aggiungiamo che nello Studio di Impatto Ambientale presentato da Recos in relazione al progetto di biodigestore sul sito di Saliceti il confronto con Boscalino è assolutamente insufficiente perché per il sito di Saliceti si rimuovono criticità rilevanti:
1. confinante con PI4, parzialmente ricadente in area PI3 (PI3b - Ambito PI3b - Aree inondabili per T=200 a minore pericolosità relativa da PdB Fiume Magra)
2. confinante con: - ZSC Parco della Magra – Vara - aree protette EUAP 0968
3. Ricadente all’interno di corpi idrici porosi da PTA 2015
4. Localizzazione interna alla fascia di rispetto autostradale della parte di area interessata dall’impianto e relativa alla viabilità e logistica dell’impianto

Non solo ma riprendendo la questione della VAS, tutta altra cosa sono le alternative che devono essere poste in detto procedimento di valutazione su uno strumento di Pianificazione come quello del Piano di Ambito Regionale dei rifiuti rispetto ad un procedimento di VIA (unificato alla autorizzazione unica regionale) come quello in corso che non ragiona sull’area vasta ma solo sulla compatibilità di un sito (Saliceti) con un progetto preciso (il biodigestore di Recos).

Non è accoglibile la tesi della Regione per cui il Piano regionale del 2015 è un piano di scenari mentre dove si decidono tipologie impiantistiche e siti sono il Piano di Area provinciale e il Piano di Ambito Regionale del 2018 per le seguenti ragioni:
1. come abbiamo visto il progetto di biodigestore sul sito di Saliceti non rispetta neppure i suddetti piani del 2018
2. la sentenza del TAR Liguria che ha annullato il provvedimento di VIA positivo sul progetto di biodigestore di Isola del Cantone (Ge) ha statuito che il sito individuato non rispettava proprio il Piano regionale del 2015.

Infine non esiste, al contrario di quanto affermato dal comunicato della Regione, nessuna automaticità tra autorizzazione al progetto di Biodigestore e variante al vigente piano urbanistico comunale di Vezzano Ligure. Infatti come affermato dal Consiglio di Stato con sentenza n° 4734 del 2019 (in relazione ad un impianto di trattamento rifiuti) è la Conferenza dei Servizi la sede dove verificare l’applicazione di detta automaticità, per cui solo in quella sede si potrà dimostrare che la applicazione della norma che prevede che la autorizzazione all’impianto costituisce variante automatica al PUC vigente non comporti impatti ambientali sociali ed economici non superabili".

Avvocato Piera Sommovigo
Dott. Marco Grondacci

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