Recos-Gruppo Iren incontra i sindacati sul Biodigestore In evidenza

L'incontro con Cgil, Cisl e Uil era finalizzato all'illustrazione del progetto del nuovo impianto del trattamento di rifiuti organici dello spezzino

Venerdì, 24 Maggio 2019 11:58

Si è tenuto ieri, 23 maggio 2019, presso la sede di Via Picco alla Spezia, l’incontro tra ReCos e le segreterie confederali di Cgil, Cisl e Uil, finalizzato alla illustrazione del progetto del nuovo impianto del trattamento di rifiuti organici dello spezzino, recentemente presentato ai Sindaci soci e all’opinione pubblica spezzina.

ReCos ha evidenziato come il progetto sia in tutto e per tutto coerente con la pianificazione regionale sulla gestione dei rifiuti, la quale prevede per i territori delle province di Genova, La Spezia e Savona tre impianti di potenzialità di 60.000 tonnellate/anno cadauno, al fine di soddisfare una produzione regionale complessiva di rifiuto organico differenziato stimata al 2020 pari a circa 180.000 tonnellate.

Esso consente, dunque, di finalizzare al meglio il grande sforzo prodotto dalla comunità provinciale spezzina nella raccolta differenziata dei rifiuti, arrivata a superare il 70%; uno sforzo di cui si deve dare merito ai cittadini in primis, ma anche alle istituzioni locali che hanno intrapreso con coraggio questa strada, e ai lavoratori del comparto ambientale che hanno dimostrato professionalità e capacità di adeguamento ai processi di riorganizzazione del lavoro che le nuove modalità di raccolta hanno introdotto.
Una simile percentuale di raccolta differenziata se, da un lato, diminuisce fortemente i quantitativi da inviare a discarica, dall’altro richiede la realizzazione di impianti di trasformazione del rifiuto differenziato, per non vanificare quanto fatto dai cittadini nelle loro case e perché gli stessi cittadini virtuosi possano beneficiare di una riduzione delle tariffe, conseguente all’annullamento dei costi attuali di smaltimento del rifiuto fuori regione.

E’ anche in ragione di questi dati che la dotazione di un impianto di trattamento della frazione organica, l’unica forma di trattamento che permette un pieno e totale riutilizzo del rifiuto conferito, consente di ottenere l’auspicato obiettivo, economico e di civiltà, della piena circolarità del processo: le 60.000 tonnellate all’anno di Forsu trattate dall’impianto condurranno infatti alla produzione di oltre 6 milioni di metri cubi/anno di biometano sostenibile, che sarà immesso nella normale rete di distribuzione gas, e di oltre 14.000 tonnellate/anno di compost di qualità, che verrà utilizzato in agricoltura e nella vivaistica.

Il dimensionamento dell’impianto superiore al fabbisogno strettamente locale, come prescritto dalla pianificazione regionale, risponde a principi di economicità dell’investimento e soprattutto di mutualità fra i territori: se, infatti, la citata pianificazione prevede che l’impianto spezzino vada parzialmente a trattare quote del rifiuto organico della provincia di Genova, allo stesso modo consente al territorio spezzino di non dover realizzare una discarica di servizio, per cui i residui delle lavorazioni dei due impianti di trattamento operativi alla Spezia (organico e indifferenziato) saranno smaltiti nella discarica di Scarpino, a Genova.

ReCos ha teso quindi ad evidenziate che, con il progetto di biodigestore proposto, si chiude il ciclo completamente e lo si chiude attraverso un investimento industriale, di alto valore aggiunto tecnologico, caratterizzato anche da un positivo impatto sull’occupazione locale: sia diretta, pari a 20 unità, che indotta, pari a 10 unità.

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