Fincantieri, i sindacati spezzini dalla parte dell'AD Giuseppe Bono In evidenza

CISL e UIL auspicano che non vi siano cambi al vertice.

Martedì, 26 Febbraio 2019 10:40

 


Facciamo seguito alle notizie pubblicate in questi giorni dai quotidiani che ipotizzano un cambio al vertice di Fincantieri per esprimere alcune considerazioni.

Una eventuale sostituzione dell’Amministratore Delegato dott. Giuseppe Bono ci sembra un’azione avventata e controproducente.
Vogliamo ricordare che in un recente passato, nella nostra area ligure, il cantiere di Sestri Ponente e quello di Riva Trigoso rischiavano la chiusura e, grazie ad un accordo verbale con i sindacati, il dott. Giuseppe Bono si è impegnato a non chiudere nessun cantiere.
L’attuale assetto di Fincantieri ha dimostrato che l’amministratore delegato ha rispettato gli accordi presi con le parti sociali.

Anche a livello nazionale in questi anni Fincantieri si è affermata come leader mondiale nella cantieristica da crociera e nelle navi militari; frutto di scelte azzeccate che hanno portato alle acquisizioni di cantieri in tutto il mondo (inclusa la recente, ma non ancora definitiva, acquisizione di STX in Francia), e ad un carico di lavoro che copre le maestranze per almeno i prossimi dieci anni. Oggi Fincantieri è un gruppo solido che opera in vari settori, diversificando la propria produzione e impiegando circa 8.000 addetti diretti in Italia, quasi 20.000 nel mondo, ed almeno il doppio nell’indotto.

Questi risultati non sono casuali ma derivano dalla qualità dell’attuale management ma soprattutto dalla capacità e professionalità dei lavoratori di portare avanti gli obiettivi aziendali.
Il riconoscimento delle capacità e competenze di tale squadra è stato anche sempre riconosciuto ed apprezzato dall’azionista di maggioranza, lo Stato, che, nonostante diversi cambi di governo e di maggioranze, non ha mai messo in discussione l’assetto di Fincantieri.

Le sfide nell’immediato futuro riguardano le partite dell’acquisizione definitiva di STX e dell’alleanza con Naval Group nel settore militare, che porterebbe Fincantieri ad avere un’ulteriore opportunità di crescita in questo settore.

Per questi motivi la Fim e la Uilm auspicano che la notizia di un cambio al vertice sia solo l’ennesimo scoop giornalistico e che l’attuale assetto aziendale sia confermato.


Le Segreterie Provinciali FIM e UILM
e RSU FIM e UILM Muggiano

 

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