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Di seguito le ultime notizie ed un estratto dell'omelia del vescovo Luigi Ernesto Palletti letta in occasione della cerimonia di ordinazione dei tre nuovi sacerdoti. 

Domenica, 15 Aprile 2018 09:03

Radicati nella fedeltà
Luigi Ernesto Palletti- Non possiamo limitare la nostra fede a ciò che abbiamo ascoltato, dobbiamo entrare nella comunione di un Chiesa concreta, di un popolo di Dio che concretamente vive su un territorio, che cammina oggi nella storia. Attraverso l’inserimento in quel popolo, noi siamo inseriti in tutta la Chiesa, perché ogni Chiesa in comunione col Successore di Pietro è pienamente cattolica. E questo diventa per noi non solo un dono, ma anche un impegno: l’impegno della fedeltà, dell’essere in comunione con questa Chiesa, in comunione con il Suo pastore. In comunione con la Parola annunziata e con il Mistero celebrato. E questo anello di comunione sappiamo che ha dei volti, dei volti ben precisi. Principio di unità di questa Chiesa sono io con tutti i miei limiti, con tutti i miei difetti, con tutti i miei peccati.

Certo poteva esserci qualcosa di più bello, di più gradevole di me, ma il Signore ha scelto me, perché? Perché non lo so. E se si vuole essere in comunione con questa Chiesa si deve essere in comunione col Pastore, non con la persona privata con la quale si può anche litigare, ma col Pastore che è segno sacramentale di unità. Poi è altrettanto vero che, se si vuole attingere dalla ricchezza della misericordia di Dio e dalla grazia che Egli pone in mezzo a noi, abbiamo bisogno dei pastori della Chiesa, quelli che voi incontrate tutti i giorni, i vostri parroci, i vostri sacerdoti, i quali sono in comunione con il vescovo. Oggi il Signore ci dona tre presbiteri, don Alessio, don Emilio, don Stefano, un grande dono per la Chiesa, un dono che va accolto, custodito e accompagnato, perché il presbitero dona a tutti noi la grazia di Dio nella riconciliazione, il dono dell’Eucarestia sull’altare; però ha bisogno di essere sorretto da tutti noi, ha bisogno di essere sorretto dalla preghiera, amato nel cammino che compie, accompagnato nelle fatiche che certamente ha e che spesso non si vedono, ma sono presenti. Ecco, noi oggi dobbiamo rendere grazie di tutto questo. Lo vogliamo dire perché sono tre i nostri presbiteri e lo vogliamo dire alla luce della Parola di Dio. Ricordando a loro, con loro, per noi alcuni piccoli brani di Vangelo. Il primo: “Non voi avete scelto me, ma io ho scelto voi”. Non siamo di fronte ad una scelta nostra. La creatura risponde, non sceglie, risponde alla chiamata di Dio.

Allora ci rendiamo conto che il rispondere comunica questo come dono, come dono integrale di vita, perché non è qualcuno che ti chiama, ma è Dio che ti chiama e il rispondere è entrare dentro una sequela ben precisa. “Non voi avete scelto me, io ho scelto voi e vi ho costituiti”. Non solo scelti, ma anche costituiti, vi ho fatto diventare ciò che non eravate, perché portiate frutto. Questo è il passaggio forte che nessun presbitero dovrebbe mai dimenticare: “Non voi avete scelto me, ma io ho scelto voi”. Tra l’altro, l’abbiamo sentito, nella voce della Chiesa questo “Vieni e seguimi”, reso anche udibile dalle nostre orecchie, accolto col cuore della Chiesa. C’è subito un secondo passo che viene chiesto: “Io vi mando come agnelli in mezzo ai lupi”. Il Vangelo non fa sconti, non dice che vai a fare una vacanza, “Io vi mando come agnelli in mezzo ai lupi” e poi dice: “Siate semplici come colombe e prudenti come i serpenti”. Non c’è spazio per la stupidità, ma neanche per l’arroganza. In mezzo ai lupi si vince se si è autentici, nella prudenza e nella semplicità e dunque se si è radicati nella verità del Vangelo. Questo è il secondo passaggio, che non dovremmo mai dimenticare. Lui ci ha scelti e ci ha mandato.

Ci ha mandato a volte in situazioni molto difficili, ma con uno stile ben preciso: semplici come le colombe, prudenti come i serpenti. E questo per annunziare il Vangelo, perché nulla vada sciupato, perché ogni persona possa incontrare la misericordia, certo nella verità, perché la misericordia possa diventare veramente la strada maestra, che parte dalla verità e conduce alla verità ed ha come compagna indissolubile la conversione, propria e di chi incontriamo. Allora si parla di misericordia. Se si parla solo di verità, si potrebbe anche arrivare a parlare di condanna, se si parla solo di misericordia, si potrebbe anche arrivare a parlare di compromesso, ma se si parla di conversione, allora veramente la misericordia è unione con la verità, con la conversione verso la pienezza. Ecco, “semplici come le colombe”: non c’è spazio per i personalismi, non c’è spazio per le nostre idee private che possiamo sempre avere, perché noi siamo ministri della Chiesa, nella verità della Chiesa, nell’annunzio del Vangelo. Dobbiamo occuparci delle cose di Dio. Ma dentro una speranza. Ecco quelle parole così profonde di Gesù: “Rallegratevi piuttosto, perché i vostri nomi sono scritti nei cieli”. Questa è la speranza di ogni pastore e di ogni fedele: rallegrarci, “perché i nostri nomi sono scritti nei cieli”. Ringraziamo il Signore e non dimentichiamoci di chiedere al Signore altre tante, sante vocazioni al sacerdozio.

(Dall’omelia per le sacre ordinazioni)

L'allerta che viene da un campanile
Il campanile semidistrutto di una chiesa del Settecento diventa quasi il simbolo del cambiamento climatico che sta interessando ormai da anni anche la costa ligure. Piogge intense ma intermittenti, di tipo monsonico, con violenti temporali e ondate di fulmini. Proprio uno di quei temporali, oltre ad aver provocato danni in varie altre parti del territorio, ha provocato, nella notte tra mercoledì e giovedì, il crollo della cuspide del campanile di Lavaggiorosso, nell’immediato entroterra collinare di Levanto. La cupola è collassata, ed una notevole quantità di detriti è piombata sia sul tetto della chiesa, sfondandolo in alcuni punti, sia nell’area circostante, per fortuna deserta in quel momento. Proprio per questo l’intero paese è rimasto di fatto isolato per diverso tempo, a causa della impossibilità di percorrere in sicurezza il tratto sottostante la chiesa. Sul posto, sin dalle prime ore dell’alba di giovedì, sono arrivati i vigili del fuoco, i tecnici del Comune di Levanto, il sindaco Ilario Agata e il vice sindaco Claudio Del Bello. L’architetto Augusto Marchioni, tecnico incaricato della curia vescovile, ha parlato di una prima stima di danni non inferiore a duecentomila euro. La chiesa di San Sebastiano risale nella forma attuale al Settecento e rappresenta la classica architettura ligure, con tetto in ardesia e torre campanaria slanciata, con la cupola. La chiesa è inoltre nota storicamente perché proprio davanti ad essa il 12 agosto 1944 venne ucciso, fucilato dai soldati repubblichini, il parroco don Emanuele Toso, accusato di collusione con i partigiani, motivo per il quale ogni anno vi si tengono cerimonie commemorative. L’attuale episodio, che non a caso ha colpito l’opinione pubblica, sembra dunque rappresentare in modo plastico, come in una sorta di “allerta”, la fragilità del territorio ligure, nel quale le chiese, quelle “chiese di Liguria” della poesia di Vincenzo Cardarelli, sono le radici profonde di una storia di popolo ma anche le “sentinelle” di difficoltà crescenti che non devono essere sottostimate.

Gli attacchi di panico nell‘età evolutiva
Studi recenti mostrano come i disturbi d’ansia siano in continuo aumento e che, tra loro, l’attacco di panico sia il più noto e frequente. Da chi ne soffre è vissuto come un enigma: si presenta all’improvviso, in apparenza senza ragione, in modo così intenso da provocare sintomi quali palpitazioni, sudorazione, tremori, nausea, dolori al petto. Questi disturbi non riguardano solo le persone adulte, ma anzi cresce il numero di adolescenti e giovani che ne soffrono. Si assiste ad un crescendo di attacchi di panico a scuola o in luoghi di aggregazione, lasciando spesso insegnanti ed educatori in difficoltà. Si pone in tale prospettiva l’incontro che si terrà sabato prossimo 21 aprile alle 17 alla Spezia, al primo piano di Casa Massà, in via Cadorna 24, promosso dall’associazione “La famiglia”, associazione che da anni organizza attività di formazione per genitori, educatori, catechisti. L‘obiettivo dell‘iniziativa è proprio quello di informare e di sensibilizzare gli adulti rispetto alle cause ed alle manifestazioni degli attacchi di panico nell‘età evolutiva, fornendo consigli utili per aiutare i ragazzi durante queste crisi di panico. L’incontro, che sarà condotto dalla psicologa e psicoterapeuta Luana Maria Jaselli, è gratuito ed aperto a tutti, in particolare a genitori, a insegnanti e ad educatori. Per informazioni, telefonare al n. 393.1479654.

Il vescovo all’Agostina e a Levanto
Il vescovo diocesano Luigi Ernesto Palletti presiede stamani domenica 15 aprile al santuario dell’Agostina, presso Valdipino, il raduno delle Confraternite. Nel pomeriggio a Levanto celebra Messa e amministra la Cresima nelle parrocchie cittadine: alle 16 alla Madonna della Guardia e alle 18 a Sant’Andrea.

Veglia per le vocazioni
Venerdì prossimo 20 aprile, in vista della Giornata mondiale di domenica prossima, si terrà in diocesi la Veglia diocesana di preghiera per le vocazioni. L’appuntamento è alle 21 nella chiesa di San Francesco a Sarzana, dove è parroco don Franco Pagano, rettore del seminario e direttore del centro diocesano delle vocazioni. Tutti sono invitati. Il tema della Giornata mondiale di quest’anno, sul quale si rifletterà a Sarzana, è “Dammi un cuore che ascolti”. La Giornata mondiale per le vocazioni, giunta alla sua cinquantacinquesima edizione, sarà celebrata domenica prossima 22 aprile, quarta del periodo di Pasqua.

Maurizio Marchini diventa sacerdote
Domenica prossima 22 aprile, nella cattedrale di Massa, il direttore del Museo diocesano di Sarzana Maurizio Marchini, attualmente diacono permanente, verrà ordinato sacerdote dal vescovo della diocesi di Massa Carrara – Pontremoli Giovanni Santucci. L’ordinazione avviene nella Giornata mondiale delle vocazioni. Il nuovo sacerdote risiede a Caniparola, nel comune di Fosdinovo, ed appartiene dunque alla diocesi apuana, per la quale è stato ordinato diacono permanente nel 2013. Personalità poliedrica e creativa, Marchini, che ha settant’anni, ha insegnato Storia dell’arte nelle scuole pubbliche, in particolare a Sarzana, nel liceo scientifico «Parentucelli», e in diversi altri istituti. Si è occupato anche di tecniche incisorie, di pittura e di teatro. Suo è l’affresco conservato nella vecchia chiesa di Sant’Antonio da Padova a Caniparola, così come sono state realizzate da lui alcune scenografie per i teatri di Torre del Lago Puccini e di Montecarlo. Sin dalla sua apertura, nei primi anni Duemila, è divenuto direttore della sezione di Sarzana del Museo diocesano della Spezia – Sarzana – Brugnato, contribuendo ad implementarne notevolmente le dotazioni e ad allestire ed organizzare rassegne culturali e convegni. Come diacono permanente, presta il suo servizio in alcune parrocchia della bassa Lunigiana, nel comune di Fosdinovo. All’amico Maurizio gli auguri più fervidi di un ministero sacerdotale fecondo.

Venticinquesimo di ordinazione
Martedì prossimo 17 aprile due diaconi permanenti ricordano il venticinquesimo di ordinazione. Sono Pier Carlo Mostarda e Pier Ciro Steardo. Mostarda è vice direttore dell’ufficio diocesano Pellegrinaggi e svolge l’attività pastorale ad Arcola, nella parrocchie di San Niccolò e di Santa Maria degli Angeli. Steardo, oltre che direttore dell’ufficio diocesano Comunicazioni sociali, presta il servizio nella parrocchia di Nostra Signora della Salute, in piazza Brin alla Spezia. “Ad multos annos! ...”

Riconoscimenti a don Palei e a Mismas
Giovedì scorso il consiglio comunale della Spezia ha conferito la “benemerenza civica” al direttore della Caritas don Luca Palei, al noto artista Fabrizio Mismas, a lungo presidente degli artisti cattolici spezzini, e a Danilo Caluri. In un breve intervento, don Palei ha ringraziato l’amministrazione, sottolineando come egli non faccia altro che “quello che mi chiede il mio ministero: Caritas vuol dire amore, che significa fare unione”. Il sindaco Pier Luigi Peracchini, a sua volta, ha criticato l’assenza di alcuni consiglieri della sua stessa maggioranza, rilevando che “il valore della solidarietà e dell’accoglienza e la loro celebrazione non possono né devono essere demonizzati. La Caritas aiuta tutti gli indigenti, senza alcuna distinzione, e il lavoro di don Palei è semplicemente encomiabile”.

Carcere e detenuti, incontro a Gaggiola
Sul tema della vita carceraria, molto attuale anche nella discussione sociale e politica del Paese, si tiene venerdì prossimo 20 aprile un incontro al santuario francescano di Gaggiola, alla Spezia. L’argomento sarà trattato dallo psicologo Roberto Sbrana, docente all’Università di Genova. Tutti sono invitati.

Confronto sul “fine vita”
Prosegue il confronto sul tema del “fine vita”, promosso alla Spezia, dopo la legge sulle “Disposizioni anticipate di trattamento”, dall’Unione giuristi cattolici insieme all’Unione cristiana imprenditori e dirigenti. Mercoledì prossimo 18 aprile alle 18, nel salone del convento di Gaggiola, riprenderà il dibattito sulla relazione già tenuta dal presidente dei giuristi cattolici, il sostituto procuratore Maurizio Caporuscio. Saranno trattati aspetti giuridici ed etici della questione. Alle 19, nel santuario, celebrerà la Messa il vicario generale monsignor Enrico Nuti, consulente dei giuristi e dei medici cattolici. Tutti sono invitati.

Rassegna “3 dimensioni”
È stata inaugurata ieri alla Spezia, al centro culturale “Angiolo Del Santo” di via Don Minzoni 62, la rassegna d’arte “3 dimensioni”, promossa dall’Unione cattolica artisti italiani. Espongono, sino al 28 aprile, Gloria Augello, Alfredo Coquio, Angiolo Del Santo, Mario Maddaluno, Fabrizio Mismas, Pino Busanelli, Mirella Raggi, Rosa Maria Santarelli. La galleria è aperta dal martedì al sabato, dalle 17.30 alle 19.

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