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Rifiuti e sciopero, UTILITALIA: "Per 'privilegi' sindacali di pochi, disagi ai cittadini e ritardi ai miglioramenti per i lavoratori" In evidenza

UTILITALIA ha richiesto l'arbitrato della Commissione di Garanzia, il cui intervento è possibile se lo richiederanno anche i sindacati.

"Siamo pronti a riconoscere miglioramenti significativi ai lavoratori ma non possiamo permetterci di pagare 250 persone ogni anno per lavorare nei sindacati invece che nelle nostre aziende. Le aziende sopportano 11 milioni di euro di costi per 303 mila ore di permessi. Si sfruttano le scadenze elettorali per creare disagi ai cittadini. L'agibilità sindacale è un valore, anche per le nostre imprese, ma in questo settore siamo fuori da ogni parametro di riferimento, anche rispetto ad altri contratti in essere o recentemente chiusi".
A pochi giorni dalle elezioni, sono messe in crisi a causa dello sciopero indetto dai lavoratori dell'igiene urbana per il rinnovo del contratto. La vicenda sarebbe un normale braccio di ferro tra sindacati e parte datoriale, se non fosse che di mezzo ci sono i "privilegi" di pochi contro l'interessi di tutti.


Tecnicamente parlando la situazione è così riassumibile. Nell'ambito della trattativa per il rinnovo del contratto le aziende hanno dato disponibilità ad un aumento dello stipendio dei lavoratori, aggiungendo inoltre miglioramenti sulla copertura sanitaria e la previdenza complementare e per la gestione delle situazioni di ristrutturazione aziendale è stata inoltre data disponibilità, unica nel settore, per la costituzione di un Fondo per l'integrazione al reddito.
A fronte di importanti riconoscimenti economici, assicurativi e previdenziali a favore dei lavoratori, i sindacati hanno ritenuto di rompere la trattativa sul tema dei distacchi sindacali nazionali retribuiti, ovvero sul numero di persone che - retribuite dalle aziende — svolgono attività per i sindacati nazionali.


Ma quanti lavoratori e quante ore di teorico lavoro sono invece dedicate all'attività sindacale a spese delle aziende?
Solo contando le associate Utilitalia e i 43 mila lavoratori che applicano il CCNL ambiente, ciascuno avente diritto a 8 ore di permesso sindacale, si arriva a 344 mila ore cui si aggiungono i veri e propri "distacchi" che contano 28 persone per 1600 ore (le ore di lavoro anno) a testa. Il sorprendente totale, nettamente superiore ad altre categorie, è di 388.800 ore di permessi e distacchi sindacali retribuiti. Un costo di oltre 11 milioni 531 mila euro all'anno sopportato dalle aziende.


"In pratica è come se pagassimo oltre 250 persone all'anno che non lavorano nei servizi alla città - viene osservato da Utilitalia — in un settore che invece ha bisogno di efficienza per garantire città pulite, qualità dell'ambiente e di un attento contenimento dei costi che alla fine si riversano sulle casse dei comuni e nelle tasche dei cittadini. Questo settore, invece, gode di quasi il doppio dei vantaggi sindacali di altri settori. Come federazione datoriale vogliamo garantire le agibilità sindacali, purché siano commisurate al buon senso e confronta bili con i contratti di altri settori. Per questo abbiamo chiesto l'intervento della Commissione di Garanzia per lo sciopero nei servizi pubblici, che si è pronunciata due giorni fa. Noi siamo convinti delle nostre ragioni e siamo sereni nell'affidare ad un arbitro terzo il confronto dei numeri, non delle opinioni. La legge vuole però che questa richiesta sia fatta congiuntamente con i sindacati. Confidiamo che i sindacati accolgano l'invito, discutendo di numeri e fatti concreti".


La pronuncia cui si fa riferimento è la Pos 1038/16 della Commissione di Garanzia dell'attuazione della legge sullo sciopero nei servizi pubblici essenziali, che ha accolto la richiesta di Utilitalia di una revisione del vigente codice di regolamentazione del diritto di sciopero risalente ai 2001 e ormai anacronistico rispetto alle esigenze delle città e alle caratteristiche del servizio.
"La prova che sia da regolamentare diversamente è proprio lo sciopero di lunedì — rileva Utilitalia Formalmente corretto nella promozione, ma inopportuno al limite della provocazione: in coincidenza con la settimana elettorale, con la festa e il ponte del 2 giugno e di lunedì, dopo che nel week end ci sono i turni di raccolta ridotti. A questo si aggiunge la beffa che per far raccogliere tutto quello che ci sarà in giro, le aziende dovranno pagare addirittura gli straordinari. Le norme attuali consentono insomma di massimizzare il danno ai cittadini e di mettere in difficoltà sindaci e candidati. Vogliamo sperare che i sindacati, con ritrovato senso di responsabilità, non proclamino un altro sciopero a ridosso del ballottaggio".

 

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