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L'appello contro il progetto Buren supera quota 1400 firme

Ha superato le 1400 firme l'appello, lanciato meno di un mese fa, da Marco Parini, presidente nazionale di Italia Nostra e Vittorio Cogliati Dezza presidente nazionale di Legambiente, in difesa della Piazza e «per il rispetto dei diritti costituzionali dei cittadini» che annovera tra i primi 33 firmatari nomi del calibro di Salvatore Settis, storico dell'arte, archeologo e già direttore della Normale di Pisa; il noto urbanista Vezio De Lucia; Vittorio Emiliani, presidente del Comitato per la Bellezza, solo per dirne alcuni (https://www.change.org/it/petizioni/piazza-verdi-la-spezia-rispettiamo-la-storia-i-diritti-costituzionali-dei-cittadini-e-le-normative-di-tutela-firma-l-appello).

La qualità dei nomi e degli argomenti sembra abbia colpito anche gli uffici della Soprintendenza genovese che sta studiando le carte sulla piazza.

I firmatari sono in maggioranza di spezzini che approfittano dell'opportunità per inserire anche qualche commento nella pagina, contestando l'"estetica" delle scelte urbanistiche recenti (da Piazza Cavour, a via Prione, a Viale Amendola).
«Molti i commenti che accusano l'Amministrazione di aver ignorato il parere dei cittadini, in maggioranza contrari all'intervento anche per via dei costi spropositati – dichiara Stefano Sarti di Legambiente – è stato deliberatamente saltato ogni percorso partecipativo su un tema di vitale importanza per la città, come la gestione di una delle piazze centrali, su cui insistono, lo ricordiamo, edifici scolastici, poste centrali, banche e uffici oltre alle attività commerciali».
Anche i vertici nazionali di Italia Nostra, in sintonia con i soci spezzini, richiamano il Sindaco «alla pesante responsabilità di dar corso ad un progetto non voluto dai cittadini e considerato improprio dagli esperti», e lo invita «a sospenderne la cantierizzazione per un dovuto ripensamento» così come sollecita la Soprintendenza e gli organi di tutela «ad indirizzare un processo virtuoso di riqualificazione attento all'identità del luogo, contrastando le pesanti e irreversibili manomissioni previste».
Entrambi, assieme al Comitato Difesa di Piazza Verdi chiedono al Sindaco di ascoltare almeno ora le voci di protesta dei suoi concittadini e di ripensare l'intero progetto.

 

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