CNA: "Lavanderie self-service importanti, ma attenzione all'abusivismo"

Le lavanderie artigiane "sbottano" e lamentano il dilagare del fenomeno delle lavanderie a gettone o self service che non rispettano la legge.

Martedì, 26 Giugno 2012 09:55
A questi esercizi commerciali – ricorda Cna - non si applica la normativa relativa alla Legge di "Disciplina dell'attività professionale di tintolavanderia" e, per operare, sono tenuti solo all'obbligo di iscrizione al registro delle imprese e all'ottenimento dell'autorizzazione da parte del Comune in cui si esercita l'attività. La lavanderia self service è in pratica una semplice attività di noleggio attrezzature: uno spazio allestito con lavatrici ed essiccatoi, utilizzati direttamente dalla clientela tramite l'acquisto di appositi gettoni ed eventualmente dei detergenti. Un servizio importante verso un particolare tipo di utenza, che si colloca in un ampio potenziale mercato. Eppure in molti casi, purtroppo, l'esercizio di tale attività si discosta dal modello sopra descritto, volendo scimmiottare le lavanderie tradizionali, dal momento che è spesso presente un addetto che fornisce assistenza ai clienti, proponendo servizi di stireria, di ritiro e consegna capi a domicilio, oltre a numerosi altri tipi di servizi normati proprio dalla legge n.84/06. Si tratta dunque, oltre che di una forma di concorrenza sleale per le aziende di tintolavanderia, di un esercizio abusivo di attività.

Premesso che Cna e le lavanderie artigiane non hanno nulla contro all'esercizio regolare dell'attività da parte delle lavanderie self service (in molti casi ne rappresentano i legittimi interessi), si ritiene che, se queste, svolgono illegalmente attività che invadono l'ambito di competenza delle tintolavanderie, offrendo servizi che per legge possono essere offerti unicamente dalle lavanderie tradizionali, Cna debba tutelare i legittimi interessi delle imprese che esercitano l'attività nel pieno rispetto della normativa vigente. "Non abbiamo nulla nei confronti di chi opera correttamente e nella legalità, anzi siamo per tutelarli – dichiara Maurizio Viaggi responsabile di Cna servizi alla comunità – ma non è possibile che sui portoni, del Canaletto, a Migliarina, in via 24 Maggio o in Corso Cavour per parlare della Spezia ma anche a Sarzana e in tanti comuni della provincia, ci sia la pubblicità di lavanderie self service che promuovono il lavaggio ad acqua di piumoni, trapunte o tendaggi, stireria, ritiro e consegna a domicilio. Non è legale. Si tratta di abusivismo e concorrenza sleale possibile solo perché le lavanderie self service sono solo iscritte al registro ditte, non pagano contributi ed hanno numerose altre agevolazioni. In questo modo e facile fare prezzi stracciati"

È opportuno ricordare che il mancato rispetto delle norme in materia sanitaria specificamente previste per le tintolavanderie, nonché la presenza di personale e la mancata comunicazione del responsabile tecnico, come previsto dalla legge n. 84/2006, configurano l'esercizio abusivo dell'attività di tintolavanderia da parte delle lavanderie self service. Cna servizi alla comunità che rappresenta gli operatori delle lavanderie tradizionali e quelle self service, chiedono alle Amministrazioni Comunali della nostra provincia, nell'interesse anche del consumatore, che le prerogative di professionalità richieste per legge agli operatori del settore siano salvaguardate e pertanto si effettuino controlli nei confronti di quelle attività che palesemente dimostrano di operare non rispettando le norme, attività ampiamente conosciute e segnalate, che possono essere affettuosamente definiti i "soliti noti". Cna servizi alla comunità è a disposizione di tutte le imprese, comprese le lavanderie self service per fornire ogni chiarimento sulla normative e gli obblighi di legge, cosi come verso gli utenti che devono essere salvaguardati contro ogni forma di abusivismo che in questo caso è anche sanitario e mette a rischio la salute dell'utente. Per informazioni: Maurizio Viaggi – 0187 598074

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