"Digestore e rischio sismico: usate vecchie carte"

Per l’Ispra Saliceti è racchiuso in quattro faglie attive. Ignorato dalla Regione l’aggiornamento del 2019

Sabato, 03 Luglio 2021 13:46

Il sito di Saliceti è compreso tra quattro faglie attive e capaci. Capaci sono definite le faglie telluriche che possono rappresentare un grave rischio per l’incolumità degli abitanti e per la sicurezza di impianti e infrastrutture. Lo hanno rivelato i geologi Giovanni e Daniela Raggi in una breve relazione consegnata ai comitati No Biodigestore Saliceti e Sarzana, che botta!. La documentazione a cui hanno attinto è quella del progetto ITHACA dell’ISPRA, istituto di ricerca ambientale del Ministero della transizione ecologica. La cartografia sismica è aggiornata al 2019.


I due comitati si sono rivolti ai geologi Raggi dopo le due scosse telluriche della scorsa settimana. Il gran spavento che ha scosso gli abitanti della piana di Santo Stefano ha sollevato un interrogativo: come è possibile che nelle carte del progetto Saliceti, approvato dalla Conferenza dei servizi il 12 dicembre scorso, la pericolosità sismica della zona sia stata liquidata come irrilevante? Quelle carte sono state esaminate dai tecnici del Dipartimento Ambiente della Regione e della Provincia, che hanno rilasciato parere favorevole al progetto.


Il Comitato Sarzana, che botta! aveva sollevato la questione del rischio sismico nel corso dell’inchiesta pubblica di VIA nell’estate 2019, richiamando la classificazione del sito contenuta nel Piano Territoriale di Coordinamento della Provincia. Già in quella circostanza aveva trovato nel professor Giovanni Raggi un autorevole alleato dall’alto delle sue competenze, peraltro snobbate dagli esperti della Regione sia per il rischio d’inquinamento della falda idrica, sia per il rischio sismico. Addirittura il geologo Canepa nella sua relazione ha declassato il professore emerito dell’Università di Pisa al rango di un “bibliografo”. Poi il Dipartimento ci ha ripensato e ha nominato Raggi unico consulente in materia geologica e idrogeologica. Nonostante ciò in Conferenza dei servizi le “eminenze grige” del Dipartimento Ambiente della Regione hanno avallato anche sul rischio sismico la valutazione del geologo di Recos Paolo Fabiani. Saliceti? Dormite tranquilli: nella piana di Santo Stefano c’è un’unica faglia, a nord, ben lontana dal sito.


Non si può parlare di “carte false”, perché la cartografia prodotta da Recos Iren è tratta dal repertorio cartografico ITHACA dell’ISPRA. Ma è vecchia, obsoleta, superata. L’ISPRA nel 2019 ha aggiornato tutta la cartografia in base agli studi effettuati nei decenni precedenti. Condotti anche dal professor Giovanni Raggi e da sua figlia Daniela. Una delle faglie arriva anche al Felettino, dove è in costruzione il nuovo ospedale.
Saliceti, dove hanno progettato il mega impianto da 120.000 tonnellate di rifiuti organici, si trova al centro di quattro faglie in movimento. “Capaci”, secondo la terminologia tecnica, di fare danni. Il Dipartimento Ambiente della Regione poteva ignorare nel dicembre 2020 l’aggiornamento della cartografia sismica dell’ISPRA di un anno prima?


Il rischio di un possibile inquinamento della falda che fornisce acqua ai pozzi di Fornola, unica risorsa idrica per 150 mila spezzini, è stato liquidato, accogliendo come oracolo uno studio redatto in cinque mesi - tra l’ottobre 2019 e il febbraio 2020 - dalla facoltà di geologia di Reggio Emilia prodotto da Recos-Iren. Quello studio ha fatto strame di venti anni di indagini tra cui quelle condotte in sei anni (non cinque mesi) dalla facoltà di geologia dell’università di Genova e condensate nell’Atlante degli acquiferi della Liguria.
Il rischio sismico è stato fatto sparire con l’uso di una cartografia obsoleta.

Comitato Sarzana, che botta!
Comitato No Biodigestore Saliceti

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