Coronavirus, Confartigianato La Spezia: "Si eviti di passare dalla pandemia alla carestia" In evidenza

La richiesta al Presidente Toti e al Ministro Patuanelli è di rimettere in moto al più presto le micro e piccole imprese.

Martedì, 21 Aprile 2020 14:35

 

“E' necessario rimettere in moto il prima possibile il sistema produttivo spezzino composto dalle micro e piccole imprese che più di altre rischiano di soccombere, per il protrarsi della restrizione forzata, sotto il crollo verticale del fatturato e della crisi di liquidità” lo chiedono il presidente e il direttore di Confartigianato Paolo Figoli e Giuseppe Menchelli al Presidente della Regione Liguria Giovanni Toti e al Ministro dello Sviluppo Economico Stefano Patuanelli ai quali hanno fatto rilevare la necessità di consentire al più presto la riapertura delle micro e piccole imprese in ragione del loro ridotto impatto sul potenziale rischio di contagio.

“Nella maggioranza delle imprese – spiegano Figoli e Menchelli – opera il solo titolare, magari affiancato dai propri collaboratori familiari e in quelle con dipendenti e collaboratori, che spesso risiedono nello stesso Comune dove ha sede l’impresa si raggiunge il posto di lavoro con mezzi propri”.

“Chiediamo di aprire tutti i cantieri per le imprese del settore costruzioni, a larghissima prevalenza imprese artigiane, che operano in luoghi dove il distanziamento tra persone è facilmente realizzabile. E' necessario accelerare la ripresa delle attività del settore del benessere: acconciatori ed estetiste e riaprire pasticcerie e gelaterie che sinora hanno subito un'ingiusta discriminazione rispetto ad altre categorie alimentari”.

“Le nostre piccole imprese – sottolineano ancora Figoli e Menchelli – sono una realtà produttiva di cui tenere prioritariamente conto, che può essere rimessa al più presto nelle condizioni di operare, senza confonderla all’interno delle pieghe di un dibattito che coinvolge impianti produttivi di grande dimensione, nei quali convergono ogni giorno centinaia di lavoratori in un sol punto”.

“Un approfondimento a parte – secondo i vertici di Confartigianato - in Liguria andrà fatto per il comparto del turismo: stabilimenti balneari, trasporti marittimi, alberghi, affittacamere, guide, ncc, taxi, ristoranti, pizzerie, bar, ecc. dove si rischia una vera e propria ecatombe, con la perdita di oltre 10.000 posti di lavoro stagionali solo nella nostra provincia. Siamo già al lavoro con la Regione e i nostri vertici nazionali, con una serie di proposte minime, per cercare di far sopravvivere e sperare in una ripartenza per questo settore che fino ad oggi è stato il traino della nostra economia”.

“L’analisi del flusso di dati macroeconomici pubblicati negli ultimi giorni mette in evidenza alcuni dei pesanti effetti economici dell’epidemia da coronavirus. Le previsioni diffuse dal Fondo Monetario Internazionale indicano per l’Italia nel 2020 un calo del PIL del 9,1%, la più accentuata tra quelle registrate nelle maggiori economie. Gli effetti del lockdown sono già evidenti anche alla Spezia – tuonano il Presidente e il direttore di Confartigianato - se non riapriamo subito rischiamo la chiusura di oltre il 30% delle micro imprese con ricadute gravissime sul piano occupazionale”.

“La dimensione della crisi economica in atto richiede risposte veloci volte a tutelare la salute, il lavoro e la struttura imprenditoriale, caratterizzata nel nostro Paese da una diffusa presenza di micro e piccole imprese. Non bastano solo le iniezione di liquidità, pur importanti, ma è necessario prevedere l’erogazione di contributi a fondo perduto che vadano a coprire parte dei costi fissi che rimangono comunque a carico delle imprese. Senza interventi per salvaguardare il capitale economico e sociale delle imprese si compromette la capacità di ripresa dell’economia. In Italia la scorsa settimana è stato approvato il decreto-legge ‘Liquidità’, centrato su misure per l’accesso al credito delle imprese per 200 miliardi di euro. L’intervento presenta molti limiti che come Associazione abbiamo subito segnalato, soprattutto in relazione ai tempi di erogazione. I tempi delle istruttorie bancarie potrebbero ritardare l’erogazione di fondi ad una vasta platea di imprese. Grande preoccupazione destano anche i tempi di erogazione della cassa integrazione per i nostri dipendenti”.

Dai rappresentanti di Confartigianato un appello a fare presto perché dobbiamo evitare che si passi dalla pandemia alla carestia!

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