Il ricordo di don Franco Sciaccaluga, uno dei "ragazzi di don Mori" In evidenza

Aveva fatto parte di quel gruppo di giovani che negli anni della guerra avevano seguito il parroco di piazza Brin.

Domenica, 05 Aprile 2020 09:02

Don Franco Sciaccaluga era il decano del clero diocesano. Nato alla Spezia il 30 settembre 1927, avrebbe compiuto quest’anno 93 anni.

Ma a dispetto di questa bella età, don Franco aveva continuato sino a poche settimane fa ad “arrampicarsi”, si fa per dire, nelle piccole chiese della Val di Vara dove i sacerdoti stabili non ci sono più da tempo e dove quindi, per celebrare la Messa, c’è bisogno anche dei preti più anziani.

Ora purtroppo non potrà più farlo: il Covid-19 se lo è portato via, quarto dei sacerdoti diocesani deceduti in seguito al dilagare dell’epidemia. A tanti mancheranno la sua intelligenza, la sua arguzia e, in modo particolare, la sua voce.

Il canto sacro e la capacità di organizzare, dovunque andasse come parroco, corali e gruppi di canto hanno infatti caratterizzato la sua lunga vita. Don Franco era stato, nel quartiere di piazza Brin, uno dei “ragazzi di don Mori”, quel gruppo di giovani e di giovanissimi che, negli anni di guerra, venivano preparati dal parroco di allora – poi arrestato e torturato dai nazifascisti – a rappresentare nel modo migliore il ruolo dei cattolici nell’Italia della pace e della democrazia.

In molti tra loro divennero apprezzati professionisti, amministratori pubblici, uomini di cultura, come suo fratello Giorgio. Per Franco, uno dei più piccoli del gruppo, la vocazione fu quella di svolgere quel ruolo all’altare, in confessionale, all’ambone.

Nel 1953 il vescovo Giuseppe Stella lo ordinò sacerdote, inviandolo come curato a Sestri Levante. Ma già nel 1957 era reggente della parrocchia di Pitelli. Dal 1961 al 1976 fu parroco di Riccò del Golfo, dal 1976 al 1990 di San Bernardo alla Chiappa, dal 1990 al 2011 di Porto Venere.

Negli ultimi anni, nominato canonico della concattedrale di Brugnato, si era ritirato nella casa del “Sacro Cuore” non cessando però, come detto, il lavoro pastorale. Dovunque fosse andato come parroco aveva lasciato un segno profondo di legame e di affetto con i suoi fedeli.

In linea con la passione per il canto liturgico, dal 1992 al 1996 aveva diretto la Scuola diocesana di musica sacra. Purtroppo in questi giorni non si è potuto tenere una celebrazione funebre, che si terrà ad emergenza finita. Ai familiari e al capitolo di Brugnato le nostre sentite condoglianze.

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