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Domenica, 16 Febbraio 2020 09:41

Procreazione responsabile
I grandi temi legati alla famiglia, all’educazione dei figli e alla vita di coppia restano al centro delle iniziative pastorali ed anche di carattere culturale e scientifico che accompagnano il percorso della diocesi. Ancora nei giorni scorsi, anche giornalisti ed esperti che non si possono certo dire vicini al pensiero cristiano hanno richiamato l’attenzione dell’opinione pubblica sui pericoli sociali ed anche antropologici legati al crollo della natalità nel nostro paese, e più in generale in Europa. Per rimuovere quello che appare un vero e proprio “macigno” sul futuro appare chiaro come siano necessarie iniziative di carattere culturale, volte a rimuovere quelle mentalità che negli ultimi anni hanno portato a vedere la maternità quasi come un male sociale, e nel contempo a non ostacolare il dramma dell’aborto. La procreazione è fondamentale per assicurare il futuro all’Italia e all’Europa, e deve essere responsabile.

Proseguono alla Spezia gli incontri formativi organizzati dall’ufficio diocesano di Pastorale della famiglia, in collaborazione con l’associazione “La famiglia”. L’incontro “Procreazione responsabile 2.0, riflessioni medico scientifiche e teologico morali” tratterà di due dimensioni importanti della vita di coppia, vale a dire della sessualità e della procreazione responsabile relativamente a quanto attualmente disponibile sull’argomento dal punto di vista scientifico ed anche secondo la riflessione teologica sviluppata dal magistero della Chiesa nel corso degli anni, a partire dall’enciclica “Humanae Vitae” di Paolo VI sino alla “Familiaris Consortio” di Giovanni Paolo II ed alla “Amoris Laetitia” di Francesco. L’ottica di esposizione sarà quella di un aggiornamento per gli operatori della pastorale familiare in maniera tale da fornire alle coppie gli strumenti indispensabili per un’adeguata informazione ed educazione spirituale.

Verranno esposti i principi etici fondamentali circa scelte di procreazione familiare in relazione alle opzioni di procreazione medicalmente assistita attualmente possibili. Relatori dell’incontro saranno monsignor Enrico Nuti, vicario generale della diocesi e docente di teologia morale, e il dottor Paolo Rosellini, medico e bioeticista. L’incontro, aperto a tutti e gratuito, si terrà domenica prossima alle 16 nel salone “San Vincenzo” di Casa Massà, in via Cadorna 24. Per informazioni, telefonare al numero 328.5834990.

”La vergogna della tratta”
Tra i temi drammatici che nel nostro tempo riguardano la condizione femminile e la violenza contro le donne ci sono quelli dello sfruttamento della prostituzione e della vera e propria “tratta di esseri umani” che neè al centro, spesso di fronte agli occhi di tutti. Per venire incontro alle donne sfruttate ed umiliate, quasi sempre a causa delle loro condizioni di bisogno, si è adoperata a lungo l’associazione “Giovanni XXIII” del compianto don Oreste Benzi, presente anche in Lunigiana. Uno dei sacerdoti che con don Benzi hanno collaborato, don Aldo Buonaiuto, parroco nella diocesi di Roma, ha ora scritto un libro sull’argomento: “Donne crocifisse: la vergogna della tratta raccontata dalla strada”. Il libro si avvale della prefazione di Papa Francesco, che già altre volte ha chiamato il sacerdote a collaborare con lui. Ora, a cura della Caritas diocesana, il libro, presente l’autore, sarà presentato venerdì prossimo alla Spezia. L’incontro, cui sarà presente il vescovo e al quale tutti sono invitati, si terrà con inizio alle 17 nella sala multimediale di Tele Liguria Sud.

Il restauro di San Michele
Sabato prossimo alle 15.30 sarà presentato a Pegazzano, nell’antica chiesa di San Michele Arcangelo, il restauro dei due altari laterali. Il restauro è stato reso possibile grazie al contributo di undicimila euro messo a disposizione dal Fai, Fondo ambiente Italia, e da Intesa Sanpaolo nell’ambito dell’iniziativa “I Luoghi del Cuore”, censimento dei luoghi italiani da non dimenticare. La chiesa, situata all’inizio di un’antica via di collegamento tra il Golfo spezzino e le colline, raggiunse nel Seicento le dimensioni attuali. Gravemente danneggiata durante l’ultima guerra per la vicinanza ad impianti militari, venne poi usata come magazzino. Nel 2016, grazie all’impegno di un comitato presieduto da Gino De Luca, quasi ventimila persone segnalarono la chiesa, classificatasi al primo posto in Liguria nel censimento Fai. Il progetto di recupero degli altari laterali predisposto dalla parrocchia ha potuto così ottenere il contributo. L’intervento ha restituito agli altari la bellezza di un tempo, in vista di un progetto più ampio di recupero della chiesa, ora riaperta al pubblico con il consenso della Sovrintendenza di Genova. All’inaugurazione sarà presente il vescovo Luigi Ernesto Palletti, che benedirà gli altari recuperati. Con lui il parroco don Luca Pescatori, le autorità cittadine, il comitato e la popolazione. La restauratrice Marzia Bertolla descriverà i lavori effettuati.

Monsignor Castiglione nasceva 100 anni fa
A un secolo dalla nascita e a trentacinque anni dalla morte, San Terenzo al mare ricorda uno dei più amati parroci del secolo scorso: don Attilio Castiglione. Lo fa, sabato prossimo alle 11 in piazza della Libertà, con la presentazione di un libro fortemente voluto dall’attuale parroco don Luca Gualdi e supportato nel lavoro di redazione da un ristretto gruppo di amici e di parrocchiani. In centoventi pagine, la pubblicazione, impreziosita dalla presentazione del vescovo Luigi Ernesto Palletti e ricca di fotografie, ricostruisce la biografia, le opere e la missione pastorale di don Attilio Castiglione attraverso le testimonianze di ben trentasei persone che lo hanno conosciuto. Don Attilio, nato a Riomaggiore il 2 gennaio 1920, prese possesso della parrocchia santerenzina nel giugno 1957 e nei ventisette anni di ministero non solo cambiò il volto alla chiesa, grazie ad un radicale restauro, ma soprattutto incise profondamente nel tessuto sociale del paese. Fu lui, nei primi anni Sessanta, a realizzare quelle che ancora oggi vengono chiamate le opere parrocchiali, imponente edificio alla spalle della chiesa che nel corso degli anni ha ospitato un cinema, una biblioteca, il circolo del Movimento cristiano lavoratori, sale riunioni, una palestra, le sedi di una società sportiva e della Caritas e, in passato, ha anche messo a disposizione locali alle scuole in carenza di aule. Si deve sempre a don Attilio l’idea del Centro Anziani “Villa Carafatti – Landini”, da lui pensato e realizzato solo dopo la sua prematura scomparsa. Ma l’opera di don Castiglione non si è fermata qui: fu infatti lui ad “inventare” il Carnevale santerenzino, che, ormai ultrasessantenne, domenica prossima rinnoverà la ancora una volta la propria tradizione. Sempre frutto della passione del sacerdote fu la fondazione dell’”Audax”, una società sportiva nella quale hanno militato centinaia di ragazzi impegnati sui campi di calcio e di basket, ed anche nel nuoto, nella pallanuoto e nella ginnastica ritmica. In campo sociale, proprio a San Terenzo venne creato uno dei primi circoli della Federacli, poi Movimento cristiano lavoratori. A ricordarne il lavoro e la personalità saranno sabato alcuni dei sacerdoti che lo hanno conosciuto e che hanno lavorato con lui. La parte centrale del libro è comunque costituita dal ricordo di molti parrocchiani, ed attraverso le loro testimonianze emergerà, oltre alla figura del sacerdote, anche quella dell’uomo, sempre presente e disponibile ad affiancarsi ai parrocchiani che avevano bisogno della sua presenza e dei suoi consigli. Per tutti, resta come indelebile l’ultima frase del suo testamento spirituale: “Essere sacerdoti è una cosa meravigliosa”.
di Riccardo Bonvicini

Suor Eletta, una vita per l'educazione
Le campane a festa e la chiesa di Mazzetta gremita di fedeli hanno manifestato mercoledì scorso la profonda gratitudine di un intero quartiere, come di tutta la diocesi per l’opera svolta in tanti anni da suor Maria Eletta Crociani, delle suore Domenicane missionarie di San Sisto. Tra i numerosi sacerdoti c’era anche don Lorenzo Mancini, uno dei suoi primi alunni, oggi prete a Pavia. Suor Eletta, storica direttrice della scuola elementare cattolica “San Domenico di Guzman”, si era spenta lunedì all’età di novantacinque anni. Giunta alla Spezia nel 1981 con due consorelle, aveva “rilevato” dalle suore Domenicane della Divina Provvidenza la scuola dell’infanzia e quella primaria di via Veneto, dirigendole sino al 2016: decenni di mutamenti rilevanti in campo educativo, affrontati sempre ponendo al primo piano gli alunni e le loro famiglie, con l’obiettivo di garantire, nel modo migliore, “una presenza cristiana nel mondo della cultura e dell’insegnamento”. Suor Eletta è così diventata, insieme ad altri, una instancabile paladina della scuola cattolica alla Spezia. Episodi se ne potrebbero raccontare a iosa. Quando ad esempio nacquero le scuole paritarie, a fronte di pur innegabili vantaggi, la “Guzman” accettò quel cambio “istituzionale” soltanto dopo aver avuto tutte le possibili garanzie di autonomia dell’istituto. Un istituto che, nel frattempo, da semplice scuola “del leggere e dello scrivere” aveva visto introdurre nuove materie, come lo studio delle lingue, degli strumenti musicali, attività artistiche e sportive come danza e karate, l’informatica. Numerose le personalità della cultura invitate a scuola, per favorire la crescita dei ragazzi, aiutati a pensare “con la propria testa”. Le spoglie di suor Eletta ora riposano a Ceglie Messapica, nelle Puglie, nella cappella della congregazione, accanto a quelle del suo braccio destro suor Michelina Rosa Genova, scomparsa nel 2014.﷯(E.B.)

Oggi la “Storia degli ebrei”
Si tiene oggi alle 17 alla Spezia, a cura del gruppo “Samuel”, l’incontro sulla storia degli ebrei in Italia dal Cinquecento all’ultimo dopoguerra. La relazione, nel salone di Tele Liguria Sud, sarà tenuta da Claudio Procaccia, direttore del dipartimento per i beni e le attività culturali della comunità ebraica di Roma. Tutti sono invitati.

Incontro giovani a Ceparana
Si terrà venerdì prossimo l’incontro del vescovo con i giovani e le giovani del vicariato della bassa Val di Vara (comuni di Bolano, Follo, Calice al Cornoviglio, Vezzano Ligure). L’incontro si terrà venerdì prossimo alle 21 nella parrocchia di Ceparana.

Messa di suffragio per don Giussani
Il vescovo Luigi Ernesto Palletti ha celebrato ieri alla Pianta la Messa di suffragio per don Luigi Giussani, fondatore di Comunione e liberazione. Cadevano i quindici anni dalla morte.

Il cardinale Spina e il Concordato con Napoleone
Il Comune di Sarzana ha in corso da alcuni mesi la realizzazione di una serie di iniziative culturali sulla figura di Napoleone Buonaparte. La città ritiene infatti di aver ospitato attorno al Quattrocento una famiglia Buonaparte dalla quale, dopo il trasferimento in Corsica, discese il futuro imperatore dei francesi. Altre città, peraltro, come San Miniato in Toscana – che si fa forte di un interesse mostrato dallo stesso Napoleone – ed Aulla in Lunigiana, nel piccolo borgo di Stadano, rivendicano simile ascendenze. Ma se sull’origine della famiglia Buonaparte possono esserci incertezze, è invece fuori discussione il ruolo che un prelato sarzanese, poi divenuto cardianale e arcivescovo di Genova, ebbe nel convincere Napoleone ad attenuare, almeno in parte, i suoi contrasti con la Chiesa e, soprattutto, ad arrivare alla firma del concordato del 1801. Si tratta di Giuseppe Spina, giudicato da molti il più autorevole e importante “figlio” di Sarzana dopo Papa Niccolò V, Tommaso Parentucelli. Appariva dunque corretto inserire nel programma degli incontri “napoleonici” anche un “cammeo” dedicato alla figura del cardinale Spina. L’appuntamento, nella sala maggiore del palazzo civico, è per venerdì prossimo alle 17.30. Introdotto da Rina Gambini, presidente del circolo culturale “Il porticciolo” che ha organizzato il ciclo degli incontri su “Napoleone e il suo tempo”, terrà una relazione Egidio Banti, presidente del centro di formazione “Niccolò V” e già coautore di una biografia di Spina realizzata per conto dell’asilo infantile che tuttora a Sarzana porta il nome del porporato ottocentesco, dal quale venne fondato. La conferenza si soffermerà anche sulla stretta collaborazione che Spina ebbe, non senza difficoltà, con i due Papi del tempo, Pio VI e Pio VII.

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