Gestione delle biomasse prodotte dal fiume Magra, Ameglia non parteciperà all'incontro In evidenza

I progetti prospettati vengono ritenuti "non percorribili".

Martedì, 12 Novembre 2019 15:47

 

Il Presidente del Parco di Montemarcello Magra Vara ha convocato i Sindaci di Ameglia e Sarzana per domani, 13 novembre, assieme a due cooperative, per discutere circa “una gestione economicamente e ambientalmente sostenibile della biomassa prodotta dal fiume Magra”.

Il Comune di Ameglia non parteciperà alla riunione in quanto non riteniamo percorribili i progetti prospettati già in passato dal Presidente Tedeschi.

Se ci fosse interesse economico i progetti si sarebbero attivati autonomamente, la legna che arriva in spiaggia non può essere utilizzata negli impianti, sia per il sale che contiene, sia per la presenza di sabbia e pietre nelle radici che danneggerebbero irrimediabilmente le tramogge degli impianti. Se qualcuno vuole la legna nessuno gli impedirà di prenderla, sia chiaro! Ma purtroppo, al di là di qualche privato, il grosso del materiale rimarrà in spiaggia e dovrà essere smaltito come rifiuto.

Il Presidente dovrebbe invece preoccuparsi del vero problema, ossia le condizioni degli alvei. La piena del 3 novembre è stata generata dal Vara, non dal Magra che non ha prodotto innalzamenti significativi, questo implica che le acque hanno attraversato tutto il territorio del Parco che amministra e la vera emergenza è la plastica arrivata in spiaggia assieme a rifiuti di ogni tipo, non la legna! E non si parli del censimento delle discariche, perché lo abbiamo già sentito troppe volte.

Partecipo le difficoltà dei miei colleghi sindaci dell’alta valle, ma di fatto i rifiuti arrivano da lì assieme alla legna e agli altri materiali da alluvionamento. L’abbandono della silvicoltura e la riduzione del comparto agricolo, assieme allo spopolamento della val di Vara, sicuramente hanno determinato la crescita dei boschi e il fenomeno della legna in spiaggia, comunque non così raro anche in passato, la vera emergenza però è ambientale e riguarda quanto viene abbandonato nei fiumi e nei torrenti. Che il Parco agisca lì, partecipi ai bandi regionali sulla silvicoltura e spinga per incentivare lo sfruttamento delle risorse ambientali, selezionando il bosco anche in alveo, quella legna non è biomassa da bruciare, ma legname per l’edilizia, l’industria, il riscaldamento e, infine, lo scarto diventerà biomassa. I boschi coltivati e gli alvei accessibili sono più facili da pulire, così potrà essere eliminato ogni rifiuto abbandonato nei greti.

Promuovere un progetto di gestione del rifiuto può essere interessante, ma deve vedere coinvolto un consorzio che si occupa di riciclaggio più che piccole cooperative che non possiedono risorse e know how. Inoltre il Parco può fare il progetto e indire un bando per trovare fondi e aziende interessate, mentre quanto proposto è quanto meno irrituale da un punto di vista amministrativo.
Ipotizzare, come è avvenuto in passato, di dirottare le risorse per la pulizia in progetti di sviluppo è poi folle, perché impedirebbe la possibilità di intervento sulle spiagge.


Andrea De Ranieri,
Sindaco di Ameglia

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