Piano della Nautica, Vatteroni (Cna La Spezia) fa il punto In evidenza

"Abbiamo ascoltato ipotesi e congetture, e vogliamo puntualizzare la nostra verità"

Mercoledì, 23 Ottobre 2019 16:15

La referente sindacale produzione e Nautica Cna La Spezia Giuliana Vatteroni interviene con una nota sul tema del Piano della Nautica del Magra e delle difficoltà burocratiche che le aziende da anni subiscono in aggiunta ai costi di mantenimento delle loro attività.

“Ma siamo proprio sicuri che le responsabilità dei cantieri sempre aperti sia solo da imputare a norme varate dai Governi centrali e che le imprese debbano dire grazie a loro se pagano troppo, non riescono a ultimare pratiche e ci mettono anni per completare un iter amministrativo? L’esempio eclatante – spiega Vatteroni -, in merito a responsabilità di altro tipo, è balzato agli onori della cronaca in questi giorni ed è stato confermato anche dalle risposte che le imprese hanno ricevuto ad istanze già presentate. Per una volta – prosegue la referente sindacale della Cna spezzina - ricostruiamo le vicissitudini legate al Piano della Nautica del Magra dal punto di vista delle imprese per chiarire meglio le lungaggini e le complicazioni subite: prima del 2008 le imprese della nautica sono state pressoché sopportate, a volte addirittura ignorate dai Comuni di competenza, ma non certo esonerate nel pagare imposte e tasse; nel 2008 è stato approvato il Piano della Nautica che, seppur come mille limiti, ha sancito una volta per tutte la dignità del settore; dal 2009 al 2011 le imprese hanno avviato l’iter per adeguarsi a quanto dettato dal Piano della Nautica, se pur con modalità diverse (ricordiamo che in quegli anni il piano Marinella, per le attività poste sotto il Ponte della Colombiera, era parte preponderante); Infine, dal 2011 al 2018 sono poche le imprese che riescono a completare l’iter richiesto”.

“Su questo ultimo punto abbiamo ascoltato ipotesi e congetture, e vogliamo puntualizzare la nostra verità -. chiarisce Vatteroni -: in questi anni ci sono state le alluvioni e i continui insabbiamenti che hanno rallentato e soprattutto raffreddato l’entusiasmo di tante imprese e solo alcune sono arrivate in fondo. Ma a frenare le aziende, oltre alle calamità naturali, sapete cosa è stato? Abbiamo assistito ad uno degli sport nazionali più gettonato: il rimpallo fra Enti, la richiesta di doppie e triple documentazioni, le domande di documenti integrativi in più tempi, le conferenze di servizio interminabili e gli iter autorizzativi che si bloccavano ora in Comune, ora in Provincia, ora al Parco. I condoni del 1994 o antecedenti a tale data che giacevano negli uffici comunali e su cui è stata necessaria un’azione continua di sollecitazione dell’associazione e delle imprese per almeno altri 2/3 anni prima che fossero evasi, in taluni casi, seppur residuali, non hanno ancora risposta”.

“E’ passato anche il 2018, anno di scadenza del Piano della Nautica – prosegue la referente sindacale -: cosa accadrà? Appare all’orizzonte il fantasma del non rinnovo delle concessioni ed è quindi con sollievo che apprendiamo dalla stampa, nel luglio scorso, della proroga del periodo transitorio e della firma del protocollo d’intesa da parte del Parco, del Sindaco di Ameglia, della Consigliera delegata all’ambiente di Lerici e dell’Assessore all’ambiente di Sarzana. Sono previsti 24 mesi di proroga, si individuano i tempi e chi fa che cosa, e si predispone un Piano di fattibilità che le imprese dovranno presentare ai comuni di competenza (e per conoscenza al Parco). Finalmente ci sarà un percorso condiviso e tutti saranno riallineati ai blocchi di partenza: insomma, una bella notizia”.

“Arriviamo, dunque, all’ottobre del 2019 in cui apprendiamo, sempre in prima battuta dalla stampa, che l’iter c’è ma pare che non ci siano i presupposti per proseguire perché mancano dei dispositivi da parte dei Comuni. Essere sbalorditi è d’obbligo – afferma Vatteroni -, sentirsi presi in giro ancora di più. In questi 10 anni, tra un’attesa e l’altra, forse è bene sapere che si è ridotto il numero delle imprese nautiche del Magra e che i 3.000 posti barca iniziali sono diminuiti notevolmente, in specie sopra al Ponte. Sicuramente anche la crisi e gli eventi calamitosi hanno avuto ruolo in questo ma temiamo di dover ascrivere tra le cause anche i ritardi amministrativi e l’incertezza di tempi e risposte che non permettono degli investimenti. Le imprese vogliono lavorare in regola, in sicurezza, e traguardare quello che ormai è un miraggio –. Conclude la referente sindacale produzione e Nautica Cna La Spezia –. Se non si raggiungerà un obiettivo le imprese ridurranno i posti di lavoro e non faranno investimenti. Un domani, però, non venite a dirci che è colpa nostra”.

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