Cinghiali pericolosi per gli abitanti di Ameglia? La replica del Parco al Sindaco In evidenza

Inquadramento, situazione attuale e prospettive.

Mercoledì, 04 Settembre 2019 18:41
Si fa seguito alla nota inviataci dal Sindaco in data 3.09.19 (prot n° 1838) e diffusa nei contenuti a mezzo stampa dove veniva chiesto un intervento più incisivo perché i capi di cinghiali sono in numero eccessivo per la coabitazione con le persone.

Forniamo a tale proposito alcuni dati per inquadrare il fenomeno correttamente e quindi le soluzioni in corso di attuazione.

1. Il problema della sovrappopolazione di cinghiali ha una dimensione nazionale sia per i risvolti ambientali che socio-economici. Infatti le aree protette svolgono l’azione di contenimento delle popolazioni di ungulati in primo luogo per la tutela degli ecosistemi (Legge Quadro Nazionale Aree Protette e Legge Regionale Aree Protette) e successivamente questo porta di fatto ad un miglioramento delle condizioni di coabitazione con le persone.

2. La popolazione di cinghiale del Caprione naturalmente non sta confinata nell’area protetta che è troppo piccola e con confini complessi ed innaturali. Su base annuale infatti i capi di cinghiali compiono spostamenti che li portano in aree cacciabili, in area protetta (dove i cacciatori comunque lavorano con l’Ente Parco e la Regione per mantenerne bassa la densità), ed in aree urbanizzate dove non vi è né la caccia, ne l’attività di controllo del Parco (zone impervie, aree artigianali con zone verdi ecc.). Il Parco ha una striscia di poche centinaia di metri distante dall’abitato di Montemarcello, mentre attorno all’abitato di Ameglia non vi è il Parco ma una zona di caccia per alcune centinaia di metri e solo dopo si arriva all’area protetta.

3. Dai punti precedenti appare chiaro che il Parco è un attore della gestione di questa popolazione per quanto questa popolazione gravita in area interna (ogni anno preleviamo oltre 100 capi), ma all’esterno vi è una parte altrettanto importante della popolazione che ha altre figure preposte al controllo e che sfugge quindi alla competenza di questa Area Protetta.

4. Quest’anno stiamo monitorando (in estate) le popolazioni delle diverse aree parco per dimensionare efficacemente gli interventi di prelievo.

5. Contemporaneamente stiamo effettuano gia in settembre interventi di prelievo che riducano il numero. Se non saranno sufficienti saranno attuati ulteriori interventi: p.e. di cattura e/o di dissuasione.

6. Nello specifico si fa presente che in merito alla problematica riportata per il centro storico di Ameglia, sentiero Boccabello e Via Colombo l’area ricade al di fuori del territorio di competenza dell’Ente ma, sentito il Servizio di Vigilanza Faunistica Regionale, ci è stato comunicato che sono stati attivati degli interventi di caccia di selezione da parte della squadra di caccia locale e coordinati dall’Ambito Territoriale Caccia.

7. Per la problematica riscontrata nel parcheggio di Montemarcello, punto panoramico e accesso e capo Corvo l’Ente sta organizzando il consueto programma di interventi, il primo dei quali è previsto per il giorno 17 settembre 2019.

8. In luglio abbiamo individuato con una ditta specializzata la possibilità di sperimentare mezzi tecnologicamente avanzati per la dissuasione degli ungulati che sperimenteremo speriamo collaborando con il Comune.

9. La gestione ed il controllo è perseguito anche attraverso l’attuazione di “metodi ecologici”, controllo indiretto, ovvero posizionamento di recinzioni elettrificate o meccaniche atte a dissuadere il passaggio degli animali e ove questo non sia sufficiente o applicabile, metodi di controllo diretto attraverso l’attuazione di interventi di controllo come sopra citati.

Infine, in merito alla presenza di alcune colonie feline si comunica che lo scrivente Ente non ha alcuna competenza in materia e che tale foraggiamento non deve in alcun modo interessare i cinghiali. Infatti, la presenza di persone che foraggiano animali selvatici o rinselvatichiti è certamente un comportamento che crea danni sia dal punto di vista sociale che dal punto di vista naturalistico. Infatti si tende in questo modo ad eliminare la naturale diffidenza verso l’uomo che un cinghiale può avere, si mantengono artificialmente alte le popolazioni di ungulati o di carnivori attraverso appunto il foraggiamento suppletivo, e questo comporta anche danni verso le specie oggetto di comportamento trofico: p.e. orchidee per i cinghiali e piccoli passeriformi per i gatti.

Nella speranza di aver chiarito gli aspetti essenziali di questo problema e lo sforzo che tutti gli attori in gioco mettono per migliorare la situazione si inviano i nostri distinti saluti,

IL DIRETTORE
Antonio Perfetti

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