Spezzini Fuori Porto n.12: Stefano Mei, gloria spezzina dell'atletica In evidenza

di Laura Orsenigo - Stefano Mei oggi vive a Forlì dove presta servizio nella Polizia di Stato. Resta però legato alla nostra città come presidente dell'Atletica Spezia. E promette: "Il nuovo Montagna sarà il migliore campo d'Italia".

Venerdì, 03 Febbraio 2017 17:38

Dove è vissuto a Spezia?
Sono nato a Fossitermi, perché mio nonno era un impiegato delle Ferrovie dello Stato. Poi ci siamo trasferiti a Mazzetta e lì ho vissuto tutta la mia infanzia e adolescenza, dai 6 ai 21 anni.

Che ricordi ha dei luoghi della sua infanzia?
Ho bellissimi ricordi legati soprattutto all'oratorio di Mazzetta. È stata quella la mia prima palestra di vita in cui confrontarmi con gli altri ragazzi, in cui crescere. C'era voglia di stare insieme: si stava lì tutto il giorno, si giocava a pallone, ci si sfidava nelle gare di corsa...

Non vale, avrà vinto sempre lei!
Ma no, a quell'epoca non pensavo di essere particolarmente forte. Si correva tutti tutto il giorno, era una cosa naturale, comune.

Quando ha capito di avere un talento speciale?
È nato tutto per caso, quando avevo 13 anni. Ho partecipato a una gara campestre ai Campionati Studenteschi, poi ai Giochi della Gioventù, ma senza tante aspettative, per gioco. Mi hanno notato il direttore tecnico dell'Olimpia Spezia e Federico Leporati che da allora è stato il mio allenatore. Da lì è iniziato tutto: il primo titolo italiano tre anni dopo, la prima maglia della Nazionale...

... fino all'oro negli Europei nell'86 davanti ad Alberto Cova! E poi diversi infortuni hanno compromesso la sua carriera. Ha scelto però di rimanere nel mondo dell'atletica come dirigente. Con che obiettivi?

Sono stato nel Consiglio Nazionale del CONI e della FIDAL (Federazione Italiana di Atletica Leggera). Quest'autunno mi sono candidato per la carica di Presidente. Mi sono presentato con un programma innovativo, che voleva dare una scossa al sistema. Purtroppo si è preferita un'altra strada, rieleggendo il vecchio presidente.

Come sta l'atletica spezzina?
L'Atletica Spezia è tra le prime 30 società d'Italia e questo grazie al grande lavoro che è stato fatto. È una realtà eccezionale, con un ottimo settore giovanile, e questo pur non avendo un campo di riferimento in cui allenarsi! Siamo ambulanti, ci appoggiamo a campi in giro per il territorio.

Però a breve dovrebbe essere pronto il nuovo centro sportivo Montagna, quando?
Ci dicono per questa primavera, speriamo. Sono convinto che quando sarà pronto avremo il miglior campo d'Italia. Grazie alla pista esterna per la campestre e alla pista sussidiaria, si presta a campionati internazionali. Senz'altro lavorerò per proporlo per i campionati italiani.

Come trova cambiata Spezia rispetto alla sua infanzia?
In generale la trovo migliorata, anche la stessa Piazza Verdi che all'inizio mi ha lasciato un po' interdetto, soprattutto per l'abbattimento degli alberi. Guardandola senza pregiudizi, senza sovrapporre i propri ricordi, devo dire che ora ha un respiro, un'apertura che prima non aveva e questo è apprezzabile.

Da Spezia a Forlì, dal mar Ligure all'Adriatico: cosa ha trovato 'sull'altra sponda'?
Ho trovato una mentalità imprenditoriale da noi sconosciuta, I romagnoli sanno far rendere al massimo ciò che hanno. Noi abbiamo delle bellezze eccezionali e non siamo capaci, o non abbiamo voglia, di farle fruttare come meriterebbero. Abbiamo poche strutture, non rimodernate, offerte a prezzi stellari. Un peccato secondo me perché così non svilupperemo mai il turismo. Dovremmo imparare da loro a essere meno chiusi e anche meno brontoloni!

 

Cliccate sui link qui sotto per leggere le altre interviste di Spezzini Fuori Porto:

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