Spezzini Fuori Porto N. 6: Andrea Storace, lo spezzino giramondo che è stato in 104 città in 52 nazioni. Ma la più bella rimane la sua "Speza". E, conoscendo bene gli stranieri, ha le idee chiare su come sviluppare il turismo dalle nostre parti In evidenza

Di Laura Orsenigo - Se esiste un record per chi ha visitato più Stati e città estere, di sicuro potrebbe vincerlo lui. Andrea Storace, spezzino 70enne, per 40 anni ha girato il mondo per il suo lavoro, anzi i suoi mille lavori, conoscendo ben 52 Stati diversi. Ha vissuto in Libia, Algeria, Iraq, Arabia, Senegal, Cile... e ora in Cina, a Shangai.

Giovedì, 10 Novembre 2016 11:46

Una vita in continuo viaggio, ma con il cuore legato alla sua terra d'origine: "Chiunque porto a visitare il nostro golfo resta a bocca aperta" e sul suo rilancio ha qualche idea...

Quando ha lasciato Spezia?
Nel 1967: avevo 21 anni, mi ero appena sposato ed ero già in attesa del primo figlio. Mio padre aveva un'agenzia marittima in società con un libico e allora sono partito per la Libia dove mi sono trasferito con la mia famiglia. Erano anni di grande lavoro per le aziende italiane impegnate nella costruzione della capitale della Cirenaica, Beida.

Una Libia molto diversa da quella attuale quindi, che richiamava migranti...
Sì, eravamo 25mila italiani a lavorare lì oltre a milioni di lavoratori provenienti da tutta l'Africa. Poi nel 69 mi sono ritrovato un carro armato sotto casa, Gheddafi aveva preso il potere e tutti gli italiani sono stati mandati via... Una brutta sorpresa.

Dove è andato?
Per 14 anni ho lavorato e vissuto nei paesi arabi, in Iraq ad esempio, quando era un paradiso, o in Arabia Saudita, lavorando soprattutto per imprese che si occupavano di gasdotti o di grandi cantieri, sempre portando con me moglie e figli.

Qualche aneddoto?
Beh, tanti, ad esempio, in Arabia una società edile che si occupava per noi di alcuni lavori era guidata nientemeno che dal papà di Osama Bin Laden...

Ma non si ferma in Arabia, dove va dopo?
In estremo oriente: Singapore, Hong Kong, Tokio. Apro una società per la produzione di mobili da ufficio da esportare in tutto il mondo. Vinco anche un premio di design a Singapore.

Un uomo dalle mille risorse... Ma non ancora contento cambia di nuovo giusto?
Sì, nel 1990 mi trasferisco in Cile perché mi viene offerto un lavoro molto interessante: presidente di una società che si occupa di aiutare il processo democratico nella classe dei professionisti, dagli avvocati agli architetti. Apro una rivista e contribuisco alla digitalizzazione dei codici legislativi.

Un cambiamento a 360 gradi...
Sì, vero, mi piacciono le sfide, ma poi torno ai miei "vecchi" amori e apro sempre in Cile una società che importa dall'Italia mobili e complementi d'arredo. Un successo. Finché in Italia non è arrivato l'euro, i prezzi sono raddoppiati e l'import non è più stato economicamente sostenibile.

Quindi altro trasloco, dal Cile verso dove?
Shanghai, in Cina, dove con il mio ultimogenito - nato dal mio secondo matrimonio - apro una società di architettura che ora gestisce lui.

Quanti Paesi ha visitato nella sua vita?
Ho fatto il conto che sono stato in 52 Stati e 104 città in 40 anni, dai miei 20 anni ai 60.

Fra tutte quelle che ha visto, qual è la sua città preferita al mondo?
Sempre Spezia, quella in cui sempre torno e che considero la più bella. Ho portato qui cinesi, cileni, giapponesi e tutti restano a bocca aperta di fronte al nostro golfo. Il problema è che non ci rendiamo conto del tesoro che abbiamo tra le mani.

Come rilancerebbe il golfo?
Soprattutto puntando sul turismo, non capiamo quanto nel mondo apprezzino il nostro Paese, ma soprattutto la nostra storia, quella antica, la storia dell'Impero romano, la conoscono pure i cinesi!

E infatti arrivano in molti, da tutto il mondo con le navi da crociera ad esempio...
E questo è un fatto sicuramente positivo. Ma secondo me occorre fare di più perché non viene loro offerto quello che si aspettano e per cui pagherebbero profumatamente. Conosco molto bene cosa intendono gli stranieri per vacanza e divertimento. Cercano esperienze emozionanti da vivere in prima persona. Potremmo riproporre momenti storici che sono nell'immaginario collettivo. Ad esempio, perché non proporre loro gite rievocative storiche a bordo di vere triremi? Oppure offrire una ricostruzione storica emozionante delle rovine di Luni?

Non trova possano venire liquidate come "americanate" da parco divertimenti?
Certo, ma è quello che i turisti stranieri adorano! Non è il turismo sostenibile che cercano, di quello non gli importa nulla! Dobbiamo imparare a metterci dal loro punto di vista se vogliamo sfruttare al meglio le nostre risorse!

Quali interventi invece ha apprezzato a Spezia?
Anche se molti miei amici spezzini lo considerano un semplice centro commerciale da guardare quasi con sufficienza, io ho apprezzato la costruzione de Le Terrazze, proprio perché conosco da 50 anni gli shopping-mall. Se mai contesto i tempi...

Cioè?
Nel 1987 venne a trovarmi a Hong Kong un gruppo di autorità spezzine, compreso il sindaco di allora, e mi parlarono dei progetti nell'area ex IP. Nello stesso periodo a Hong Kong si parlava del prossimo passaggio alla Cina. Ecco, nel tempo che a Spezia hanno costruito Le Terrazze, in Cina hanno costruito un'intera città, Pudong per 5 milioni di persone, con tanto di aeroporto, collegamenti metropolitani e treno a levitazione magnetica. Ecco, sono mondi a due velocità e io credo che noi italiani (e anche gli spezzini) debbano imparare a lavorare più in fretta e a trasformare più velocemente i progetti in azioni.

 

Per rileggere i precedenti "Spezzini fuori porto" clicca sui link qui sotto:
Stefano Giovannoni
Rachele Buriassi
Lucia Torracca
Marco Lucchinelli
Carlo Massarini

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2 commenti

  • Link al commento Andrea Storace Giovedì, 23 Febbraio 2017 12:24 inviato da Andrea Storace

    Caro Antonio , solo ora vedo il tuo commemto ! Grazie .

  • Link al commento Antonio Micheli Giovedì, 10 Novembre 2016 17:17 inviato da Antonio Micheli

    Caro Andrea, io, come tu sai, condivido da spezzino che ha lasciato la città natale nel 1960 quando avevo 20 anni, sono tornato per molti anni a trovare genitori e suoceri è meno di te, ma anch'io ho girato l'Italia ed il mondo. Amo La Spezia per la città, il golfo e tutti i suoi incredibili dintorni. Amo meno gli spezzini che riescono a passeggiare sul lungomare Morini senza avvertire i miasmi, quelli stessi che escono dai tombini di via Prione, via Manzoni ECC., perché riescono a passeggiare sui marciapiedi impestati di gomme americane e deiezioni di cani. Quando vivevo a La Spezia questo non c'era. Gli stessi giardini erano più curati. Ricominciamo a darci una ripulita e poi pensiamo anche a come attirare i turisti. Ti abbraccio (la fotografia è venuta bene) Antonio.

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