Spezzini Fuori Porto n. 1: Stefano Giovannoni, Designer In evidenza

"Parte con questa intervista una nuova rubrica del nostro giornale dedicata agli spezzini che hanno lasciato la nostra città e hanno costruito una carriera e una fama nazionale o addirittura internazionale. Li abbiamo chiamati "Spezzini fuori porto": chi ha salpato versi nuovi mari, nuove avventure e ci racconta cosa vede quando guarda di nuovo verso (la nostra) terra..."

Mercoledì, 05 Ottobre 2016 16:38


Di Laura Orsenigo - Ha disegnato oggetti di culto, progettato edifici e centri urbani innovativi. Amante e creatore di "cose belle" nella "sua" Spezia vede "il riflesso di una decadenza sempre più evidente".

 

Architetto, industrial ed interior designer di fama mondiale, Stefano Giovannoni è nato a La Spezia 62 anni fa, ha frequentato il liceo Pacinotti, si è laureato in architettura e ora vive e lavora a Milano.


E' considerato il più famoso product designer d'Italia: ha disegnato prodotti di enorme successo commerciale.


Ad esempio per Alessi ha creato Girotondo, il prodotto design italiano che ha battuto tutti i record di vendita con oltre 10 milioni di pezzi venduti!

 


C'è in qualche oggetto o progetto che ha realizzato qualcosa, un'ispirazione, che arriva da Spezia?

"Indubbiamente il libro dei pesci che meticolosamente disegnavo a 5 anni e le gite con lo zio Carlo – noto pittore spezzino – per disegnare cavalli, hanno avuto un' influenza importante nel mio lavoro".

 

Torna spesso a Spezia? Dove le piace andare?

"Ci tornavo spesso fino a qualche anno fa perché avevo affittato una bellissima casa sulla riviera di levante, a Sestri, sulla Baia del Silenzio. Quando hanno venduto quella casa, ci sono rimasto così male che da quel momento sono andato più raramente".


C'è qualche luogo, via, scorcio o sapore della città che le è rimasto nel cuore e che ama "riassaporare"?

" Mi piace passeggiare per via Prione, assaggiare la farinata della Pia, che fortunatamente è sempre la stessa e visitare il mercato del pesce, che purtroppo però non è più affascinante come un tempo".

 

Come designer, se potesse sognare un cambiamento estetico-funzionale di qualche parte o edificio della città, su cosa le piacerebbe intervenire e come?

"Tante sarebbero le potenziali occasioni di intervento, dato che molto di quello che è stato realizzato negli ultimi anni, dal nuovo mercato ortofrutticolo e ittico- con quelle specie di "camper" al posto dei bei banchi di una volta e con le coperture a onda al posto dell'antica struttura - alle eccessive pedonalizzazioni, è il riflesso di una decadenza sempre più evidente. La borghesia di una volta, l'eleganza dei bar e dei negozi, lasciano ora spazio a una progressiva "cinesizzazione". Indubbiamente rivedendo la città a distanza di tempo si percepisce immediatamente che il tessuto economico è in progressiva disgregazione. Il progetto di Piazza Verdi darà la botta finale".

 

Miglior qualità e peggior difetto di Spezia?

"La miglior qualità essere comunque una città che si sviluppa a "L", dove ogni punto risulta facilmente raggiungibile a piedi. Il peggior difetto sicuramente il provincialismo. Fino a qualche anno fa notavo l'interessante tentativo di costruire un sistema museale efficiente ma anche questo progetto è stato recentemente abbandonato".

 

E degli spezzini?

"Vivono indubbiamente una situazione d'impotenza, subiscono determinate scelte schierandosi spesso a priori, si veda quello che è successo per piazza Verdi. Il problema più generale è la mancanza di una visione credibile per lo sviluppo della città".

 

Un augurio per la città...?

"Spero ci sia una svolta, e che le imminenti elezioni portino a una guida che abbia l'energia per creare le condizioni di un effettivo cambiamento".

 

 

Galleria fotografica: Stefano Giovannoni portrait;


GIROTONDO, Alessi, 1989;


BOMBO, Magis, 1997

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