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“New entry” a Sarzana: 12 nuovi profughi accolti in un “apparente” silenzio totale In evidenza

di Luca Manfredini - Ancora una volta, sono i social  a segnalare ciò che "pare non sapersi". Dopo quello delle Missioni e l'ex Zebra, Sarzana si sveglia con un nuovo Centro di Accoglienza: 12 profughi sono stati accolti in un bed&breakfast nel quartiere di Bradia.

 

I residenti ne hanno segnalato la presenza al gruppo Oltre! (Associazione e Gruppo FB) che è andato a curiosare e ha constatato e immortalato la presenza dei migranti ospitati al bed&breakfast Le Magnolie in via dei Molini. Pronta la pubblicazione su Facebook, criticando la non trasparenza del Comune e la mancanza di informazione, immediate le repliche del Sindaco al nuovo Centro di accoglienza.
"Ciò che era" da una decina di giorni (tanti sono i tempi dell'avviata nuova ospitalità in corso, come specificato dai residenti) improvvisamente esce all'onor di cronaca: semplice concomitanza e casualità o meno con la denuncia social?
Il Sindaco Alessio Cavarra critica il "non corretto coinvolgimento" dell'Amministrazione da parte delle Istituzioni e scrive una lettera di protesta al nuovo Prefetto, nominato il 27 gennaio e solo da pochi giorni insediatosi.

I dodici migranti accolti nel nuovo centro privato (nove provenienti dalla Costa d'Avorio e tre dal Senegal) si vanno cosi ad aggiungere a sorpresa ai circa 41 ospitati dalla Caritas di Don Luca Palei nel Centro chiamato ex Zebra, ed ai 19 ospitati presso la struttura Le Missioni di Don Martini, gestiti dalla Cooperativa La Cometa.
I nuovi migranti accolti alle Magnolie, la cui assistenza è assicurata dalla Società Ezio Caprini srl di Aulla, creano non poche perplessità tra i cittadini e nel Sindaco, sia per la mancata informazione sul merito denunciata dallo stesso, sia per la vicinanza del nuovo centro di accoglienza (100 metri scarsi) con le scuole elementari di Bradia.

Del resto i richiedenti asilo inizialmente sono solo collocabili geograficamente, ma poco, normalmente, si conosce sulle loro generalità e sulla loro "storia di vita". L'innesto in un Comune necessita quindi di appropriata e scontata burocrazia, coinvolgimento dell'Amministrazione ospitante e delle Forze dell'Ordine.
Proprio ciò che il Sindaco ora denuncia, un non adeguato coinvolgimento del Comune, come pure la mancanza e condivisione di un progetto e di un protocollo specifico sul caso.
Il Comune di Sarzana non si è mai sottratto alle politiche di accoglienza, e i due Centri già presenti sul territorio comunale ne sono la testimonianza; questi nuovi migranti "piovuti dal cielo" creano perplessità e dubbi, oltre che cambiare, realisticamente, le percentuali previste dalla legge sul rapporto numerico "migranti/cittadini".

Ad una interrogazione verbale recentemente presentata all'Assessore Beatrice Casini (con delega alle "Politiche per l'integrazione e coesione sociale"), la stessa aveva rendicontato i numeri dei migranti presenti nei due centri e, alla domanda: "In caso di necessità di nuovi innesti richiesti dalla Prefettura quale sarà il comportamento dell'Amministrazione?", l'Assessore rispondeva che ogni richiesta sarebbe stata valutata "caso per caso" e condivisa preventivamente con la Giunta tutta.
Così al momento non parrebbe essere stato.

La Prefettura può imporre ai Comuni l'accoglienza, ma ciò va condiviso e gestito insieme alle Amministrazioni Comunali, come pure equamente distribuito tra i vari Comuni. Cavarra rivendica il proprio impegno sull'accoglienza, ma osserva che, sui 32 Comuni della Provincia, non tutti assolvono al proprio dovere, un dovere necessario, in un momento storico particolare, per diminuire gli impatti sociali conseguenti nei Comuni che si prestano a tale necessità.

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